Anche a Torino, in piazza per Brindisi

Articolo pubblicato il 20 maggio 2012
Articolo pubblicato il 20 maggio 2012
I fatti di Brindisi hanno mobilitato la società civile in tutta Italia, da sud a nord: all'ora di pranzo già si erano mosse associazioni e movimenti organizzando spontaneamente manifestazioni in ogni città italiana, da Palermo a Roma a Milano. Torino anche è scesa in piazza, con le fiaccole in mano, candele accese per Melissa Bassi e nella mente la voglia di reagire.
“E adesso ammazzateci tutti” si leggeva sulle reti sociali, una frase ripetuta da molti che invocavano la piazza.

Piazza San Carlo, sotto un cielo grigio che minacciava pioggia, si è riempita di gente. Difficile dire in quanti eravamo, i numeri perdono di significato in certe occasioni. Forse è più importante che la società civile si sia sentita in dovere e in diritto di condividere quel momento. E quel momento è stato emozionante: la piazza era avvolta da una riflessione collettiva e silenziosa. Al microfono, anche le voci che leggevano risultavano basse e commosse, accompagnate solo da un violino e da una chitarra. Si citava Falcone e Borsellino, ma anche il discorso del premier norvegese tenuto dopo la strage dell'anno scorso.

Sebbene siano ancora in corso le indagini e non vi è nessuna prova concreta che possa ricondurre la “barbarie” - come definita da Nichi Vendola - ad un atto mafioso legato alla Sacra Corona Unita, il cartellone più grande presente in piazza San Carlo recitava: “Via la mafia dallo Stato.” Compito della magistratura e degli investigatori fare chiarezza, dare risposte prima di tutto a chi è vittima. L'Italia anche però vuole risposte, e in attesa si ritrova unita, almeno in questa occasione. E c'è chi si chiede perché servano i morti per poterci sentire accomunati dal sentimento di unità. “La mafia uccide. L'indifferenza pure” si leggeva su di un altro cartellone, segno del fatto che parte della società italiana “non ne può più”, come commentano alcuni.

Fiaccole e candele rimangono accese per più di un'ora, il cielo regge e trattiene a stento la pioggia. Alcune istituzioni erano presenti sotto il tricolore che sventolava insieme ad altre bandiere nella piazza. Il silenzio è stato un messaggio forte, la presenza e la partecipazione, a Torino come in tutta Italia, un segnale importante trasmesso per una volta senza parole o immagini. Alcuni si domandano dove sia l'Europa in questi casi. Quell'Europa istituzionale tanto ferrata in economia, ma che cela un vuoto, un silenzio disarmante sulla criminalità organizzata.

di Mattia Marello

(Fonte foto: Biennale Democrazia)