Anche a Bruxelles le donne italiane rispondono all’appello dell’unità

Articolo pubblicato il 15 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 15 febbraio 2011
Alcune centinaia di donne italiane ma di altrettanti uomini si sono riuniti il 13 febbraio nella capitale europea per rivendicare maggiore rispetto per la dignità femminile, offesa dal caso Ruby e non solo e per mostrare il volto di un’ “altra Italia”. Il racconto della nostra corrispondente a Bruxelles.

di Eva Donelli

BRUXELLES - Dalle 12, per circa un'ora oggi la scalinata del palazzo della Bourse di Bruxelles risuonava dello slogan: “Se non ora quando? Ora!” , gridato, canticchiato, cadenzato sul motivetto dei Queen, We will we will rock you.

“Siamo cittadine non femminucce strumentalizzate”, scandivano gli speakers alternanandosi al microfono dai gradini della Bourse. E ancora: “E' una rivolta della decenza, per salvare la dignità del nostro paese, perché ormai l'Italia ha perso il senso del pazzesco!” “Non siamo moraliste, ma siamo qui per la morale, questo si!”

“I media italiani attentano all'immagine della donna”, ha letto una ragazza in francese per coinvologere gli stranieri presenti, “questo è un ostacolo alla parità, le donne non sono considerate persone, lo stereotipo che ci appioppano è anacronistico e ci umilai!”

Sfilavano i cartelli “Io non sono in vendita”, “La dignità è un diritto fondamentale” e ancora.. “Non mi piace la parola bunga bunga” “ Bandire Berlusconi dal Consiglio europeo”.

La presidente dei Verdi europei, presente alla manifestazione ha preso la parola per avanzare tre proposte: una politica delle quote da rispolverare, una storia del femminismo da riscoprire e una maggiore vicinanza e solidarietà con le altre donne che sono private della libertà, “perché la loro libertà è la nostra libertà.”

Quella di oggi però, vuole essere una manifestazione trasversale, senza simboli politici, che si rivolge a tutte le donne, parallela alle altre manifestazioni che hanno acceso le piazze italiane da Roma a Palermo, ci spiega Fabio, uno degli organizzatori, che si dichiara soddisfatto.  Fabio dice che ci saranno circa 450 persone, e che sono state raggiunte grazie alla “campagna” organizzata su facebook e con il passaparola. “Il messaggio che vogliamo portare è che è il momento di reagire, il fondo lo abbiamo toccato e stiamo già scavando, ci fanno vergognare del nostro paese, di una società dove le donne hanno scarse possibilità nel mercato del lavoro, i servizi sociali sono insufficenti e non sono garantite le quote rosa nel mondo politico. Allora Se non ora quando?”.