Anasagasti: “le euroregioni scavalcheranno gli Stati”

Articolo pubblicato il 30 marzo 2004
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Articolo pubblicato il 30 marzo 2004

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Intervista a Iñaki Anasagasti, portavoce del Partito Nazionalista Basco al Parlamento spagnolo.

Il Partito Nazionalista Basco (PNB), per bocca del lehendakari dei Paesi Baschi, Juan José Ibarretxe, ha proposto nel settembre 2002 uno statuto di libera associazione con la Spagna e di nazione associata in Europa. Le sue aspirazioni riflettono i sogni di varie regioni europee. café babel ha incontrato Iñaki Anasagasti, portavoce del PNB, per conoscere il suo ideale di euroregione e discutere le sue apirazioni nazionaliste all’interno di un’Europa unita.

In quale Europa vorrebbero muoversi i Paesi Baschi?

Concepiamo l’Europa come un mosaico di culture, di popoli. Nell’Europa dei popoli, i cittadini rivendicano un potere vicino che lo Stato-nazione non è in grado di offrire perché in crisi.

In che modo, secondo il PNB, Euskadi si inserisce in Europa? Regione o Stato autonomo?

La nostra proposta inizialmente è quella di essere una regione autonoma. Peró non ci convince questo Comitato delle Regioni [l’assemblea che riunisce tutte le regioni dell’UE], che ci sembra un’assurditá. Lo Stato-Nazione, che sorge e si sviluppa in Europa in seguito a differenti guerre, è in crisi, dal momento che non riesce a risolvere i problemi immediati dei cittadini. Per questo crediamo che avvicinare il potere ai cittadini sia un processo democratico. Lo stato nazione tradizionale non vuole cedere potere, tanto verso l’alto come verso il basso. L’indipendentismo e’ una radicalizzazione logica di fronte a questo rifiuto a cedere parte del potere e sviluppare una politica piú vicina ai cittadini. Non aspiriamo a un’Europa di piccoli stati, ma ad un’Europa dei popoli e delle regioni.

Al momento è in fase di realizzazione il discusso Piano Ibarretxe, che modifica lo Statuto di Euskadi scontrandosi in alcuni aspetti con la Costituzione Spagnola. Non temente che possa essere icompatibile con l’Europa e le sue future Costituzioni?

Romano Prodi ha sempre detto che la questione basca è un problema interno della Spagna. Anche se lo è altrettanto della Francia. Molti baschi si sentono dentro un’asse Bayona-San Sebastián, qualcosa che potremmo definire un’Euroregione e che è un processo molto interessante di cooperazione e sviluppo. Riteniamo che la UE non agirà contro di noi. Giá si sono visti processi di indipendenza ai margini della UE, come quelli della Repubblica Ceca e della Slovacchia, delle repubbliche baltiche.....

Peró è possibile che la Spagna e la Francia premano affinché nella Costituzione Europea si manzioni la indivisibilitá degli Stati membri…

Sí. Ne siamo coscienti, e sappiamo che i tempi non sono favorevoli per le nostre rivendicazioni. Ma noi ci muoviamo sul lungo periodo. Sappiamo che è una tendenza generalizzata ed inarrestabile.

Tornando alle famose “euroregioni”, devono essere concepite come un concetto geo-culturale o si devono tenere in considerazione altri fattori al di sopra di quelli culturali, come gli interessi economici?

Devono essere una somma di entrambi i fattori. A seconda degli aspetti, ad esempio le infrastrutture, si possono avanzare delle rivendicazioni piú ampie. Per esempio, per l’asse ferroviario della cornice cantabrica, in Spagna, si puó lavorare nel senso di una “dorsale atlantica”, dal momento che questa zona è carente da questo punto di vista. Questa “euroregione” si puó combinare con un’altra con maggiori riferimenti all’ambito culturale, come Euskal Herria, che abbraccia alcune zone della Spagna e della Francia. Ci sono varie formule, non possiamo rimanere all’interno dello schema chiuso dello Stato-Nazione.

Il PNB rivendica la nazionalitá basca, analoga a quella spagnola e francese, limitando il diritto di voto nei Paesi Baschi a chi ha questa nazionalitá. Tutto ció non è contrario alla tendenza generale di costruire un’Europa dei cittadini con diritti universali?

Ci rendiamo conto che questo è uno dei punti piú discussi del Piano Ibarretxe. Rivendichiamo la nazionalitá basca, ma sappiamo che molta gente è contraria e che sará difficile. Siamo aperti a discutere questi temi, perché siamo coscienti delle loro complessitá.

Peró rivendicate la nazionalitá… Non stiamo andando verso un’Europa dei cittadini, senza nazionalitá?

Rivendichiamo la nazionalitá perché altri ce la negano. Esiste un nazionalismo di Stato chiuso al riconoscimento di altre realtá. Questo non succede solo in Spagna, in Francia sta succedendo con i còrsi, e la questione scozzese finirà per essere rivista...

Concludendo, il nazionalismo non parte dall’egoismo economico di regioni altamente industrializzate?

Euskadi è stata sempre povera. Dopo la forte industrializzazione, siamo diventati un paese di servizi, perché le industrie non producono più come prima. Ma noi vogliamo essere autonomi e pagare ciò che ci corrisponde, perché questo tipo di solidarietà è importante. Però pagarlo all’Europa, non allo Stato Spagnolo. Riteniamo che sará cosí in futuro. La Spagna sará una delle componenti autonome dell’Unione Europea e pagherá la sua quota a Bruxelles.