Amnesty International : la terribile realtà dei prigionieri politici in Iran

Articolo pubblicato il 27 luglio 2016
Articolo pubblicato il 27 luglio 2016

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L’ultimo rapporto di Amnesty International, intitolato Health taken hostage: Cruel denial of medical care in Iran’s prisons  fa nuova luce sul sistema sanitario nelle prigioni del paese. Si apprende che l’apparato giudiziario iraniano blocca deliberatamente l’accesso alla cure mediche, al fine di intimidire, punire o umiliare i prigionieri politici, oppure per ottenere confessioni forzate o dichiarazioni di pentimento. 

“In Iran, la salute di un prigioniero viene regolarmente presa in ostaggio dalle autorità, le quali ignorano le necessità mediche dei detenuti. Privare i prigionieri di coscienza di cure mediche è crudele e assolutamente indifendibile” ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio-Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. 

E ha aggiunto inoltre:  «  La possibilità per i prigionieri di ottenere cure mediche è un diritto iscritto nel diritto internazionale e iraniano. Quando si priva intezionalmente un prigioniero di cure mediche, provocando gravi sofferenze, allo scopo di punire, minacciare o ottenedere "confessioni", si commette un atto di tortura.  

 

Amnesty International svela 18 casi di prigionieri privati di cure mediche di qualsiasi forma, i quali rischiano di vedere la propria salute compromessa per sempre.

Nel suo rapporto, Amnesty International accusa il ministero pubblico iraniano, incaricato di decidere sui permessi di uscita e sui trasferimenti ospedalieri per motivi di salute. La procura rifiuta spesso queste richieste di permesso di uscita e di trasferimento ospedaliero ai detenuti malati per motivi medici, persino se le cure di cui necessitano non possono essere prodigate in prigione.

Nella sconvolgente realtà del regime dei mullah, le autorità carcerarie ledono regolarmente i diritti alla salute dei detenuti : confisca dei medicinali e ricorso ingiustificato alla manette o alle catene durante i rari ricoveri …. Questo è lo scioccante trattamento riservato ai prigionieri politici.

I medici delle prigioni sono spesso complici di queste violazioni minimizzando o ignorando in modo sistematico i problemi di salute dei prigionieri, qualificandoli come “frutto della loro immaginazione” e trattandoli unicamente con antidolorifici o calmanti.

 

Di fronte a questi trattamenti disumani, numerosi prigionieri hanno deciso di intraprendere scioperi della fame per costringere le autorità a fornire loro cure mediche. I scioperi della fame suscitano generalmente indifferenza, ma in alcuni casi le autorità finiscono con il concedere agli scioperanti un permesso di uscita di breve durata, dopo li costringono a interrompere il trattamento rispedendoli rapidamente in prigione, contro i consigli medici.

Amnesty International chiede alle autorità di smettere immediatamente di privare i detenuti delle cure mediche necessarie, conformemente ai loro obblighi in virtù del diritto internazionale. Infine l’organizzazione chiede alle autorità di indagare sul ministero pubblico e su tutti gli altri rappresentanti dello Stato – compreso il personale medico- suscettibili di aver rifiutato deliberatamente le cure ai detenuti.