America Latina ed Europa dell'Est a confronto: un esperimento intellettuale ad una conferenza a Budapest

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 03 dicembre 2015

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Si è svolta una conferenza che ha contribuito a creare una piattaforma per un dibattito intellettuale su due regworld regions that are not typically compared: Latin America and Eastern Europe. For those who were not in attendance, this article provides an insight to the interesting presentations about drugs, migration, and Chinese investment that were given at the LatinEast Conference.

La seconda conferenza annuale  si è svolta alla Corvinus University di Budapest, Ungheria, ed è stata organizzata dal Karl Polanyi Research Center of Global Social Sciences, il Centro di Ricerca di Scienze Sociali Globali Karl Polanyi. Durante l'evento pubblico che si è svolto un giorno intero, conferenzieri e pubblico insieme sono stati sfidati ad esplorare l'importanza di discutere delle regioni Latinoamericane e dell'Est Europeo.

L'evento in sè ha fornito un'immagine della comunità globale ungherese unica, con ospiti provenienti sia dall'America latina che dall'Europa dell'Est, e anche da altre regioni del mondo. Questa rappresentanza multiculturale da sola ha rimarcato l'importanza di parlare di questi paesi in ua stessa stanza. 

La conferenziera chiave, il dott. Béla Greskovits della Central European University, ha presentato un'interessante e semplice struttura metodologica. Egli ha enfatizzato le teorie di dipendenza, capitalismo e di economia politica di Polanyi, in un modo che persino quelli che tra noi del pubblico non sono degli scenziati sociali hanno potuto comprendere.

Greskovits ha messo in guardia dal fare confronti privi di senso. Per quante somiglianze si possano notare in queste regioni, ci sono altrettante differenze, e non poche.

Un'altra presentazione fatta da un altro docente della Central European University, la prof.ssa Julia Buxton, ha dato uno sguardo alle tendenze in materia di traffico di droga e sicurezza. La Buxton ha fatto una forte affermazione d'apertura, dicendo che lei “trova il confronto tra America latina ed Europa dell'Est in questo contesto molto impegnativo.”

Tuttavia alla fine della sua presentazione, la Buxton ha elaborato una convincente argomentazione per quanto riguarda la posizione occupata da ognuna delle regioni in termini di guerra o di droga. La dichiarazione di questa soprannominata 'guerra', un momento decisivo nel dibattito sulla politica antidroga, ha profondamente colpito l'America latina. Dall'altro lato l'Europa dell'Est, una regione principalmente conosciuta per la produzione e consumo di droghe sintetiche, non è coinvolta. La Buxton ha fatto notare che “la politica antidroga rimane per la stragrande maggioranza concentrata sulle droghe naturali”, mentre invece le vere sfide che deve affontare la comunità internazionale sono proprio le droghe sintetiche.  

Un altro interessante e spesso poco considerato aspetto della politica antidroga in queste aree è che “le minacce nell'Est Europa vengono dall'interno, non dall'esterno,” come nel caso dell'America latina, dove gli Stati Uniti sono pesantemente coinvolti. Come la Buxton ha astutamente chiesto, il mondo può immaginare truppe militari che bombardino i laboratori di droghe sintetiche nell'Est Europa, come fanno per le fabbriche di droghe naturali in America latina?

La conferenza ha anche risposto a quelli di noi che si chiedevano quali fossero le implicazioni sociali e culturali degli scambi America latina-Est Europa. Secondo Balint Tolmar dell' Università di Exeter nel Regno Unito, gli scambi economici tra Cuba e l'Ungheria, precedenti alla transizione con l'Est Europa, portano a dei disegni di immigrazione che hanno un impatto su vasta scala.

Dopo la seconda metà degli anni '70, un contratto di scambio di manodopera tra le due nazioni ha portato quasi 2.000 cubani in Ungheria per lavoro. In ogni caso questi lavoratori erano interessanti da un punto di vista demografico, dal momento che la maggior parte di loro erano donne costrette a vivere ai margini della società ungherese, lavoranto e vivendo negli impianti tessili. Verso la fine degli anni '80 il contratto è cessato, a causa di paura di matrimoni misti, in un periodo di cambiamenti di economia politica.

Alla fine di una giornata ricca di presentazoni, Mate Deak dell'Università di Pecs, ha parlato in maniera franca delle strategie di investimento cinesi, nelle regioni dell'Europa dell'Est e dell'America latina, entrambe viste dalla Cina come partner strategici. Pertanto la Cina ha investito nella costruzione di un treno ad alta velocità per ridurre i tempi di viaggio tra Budapest in Ungheria e Belgrado in Serbia, da 8 ore ad un viaggio di sole 2 ore e mezza. Questo treno fa parte di un progetto ferroviario più ampio, che prevede il collegamento più diretto dell'Est Europa con le città portuali della Grecia.

I progetti cinesi di sviluppo in termini di trasporto non si fermano qui. La Cina sta anche finanziando un nuovo canale che costa 50 miliardi di dollari che attraversa il Nicaragua. La realizzazione di tale canale significherebbe che gli Stati Uniti non saranno più l'unica nazione a controllare le strade del mare dei due oceani. In previsione di ulteriori opportunità di investimento la Cina sta rafforzando in maniera strategica i propri legami con entrambe le regioni.

Malgrado l'evento sia durato una giornata intera, le disussioni sono state interessnti e avvincenti per i membri del pubblico. Il Centro di Ricerca Karl Polanyi può essere lodato per aver dato il via allo stuzzicante compito di mettere a confronto due regioni che spesso non vengono considerate insieme. Studiosi di diversi campi e livelli di competenza hanno già anticipato la terza conferenza annuale, programmata per l'autunno del 2016.