Alla scoperta de El Éxtasis de los insaciables: una chiacchierata con Réplika Teatro

Articolo pubblicato il 14 luglio 2015
Articolo pubblicato il 14 luglio 2015

Tra i tanti artisti che si sono esibiti a Napoli in occasione di AltoFest 2015, Cafébabel ha incontrato e chiacchierato con gli attori della compagnia spagnola Réplika Teatro che ha presentato al pubblico partenopeo lo spettacolo "El Éxtasis de los insaciables".

Tra i tanti artisti che si sono esibiti a Napoli in occasione di AltoFest 2015, Cafébabel ha incontrato gli attori della compagnia spagnola Réplika Teatro, anima dello spettacolo “El Éxtasis de los insaciables”. Il luogo che ha fatto da cornice a questa opera è stato Casa Fumagalli-Grima: Barbara, Jhonny e la piccola Anastasia, donatori dello spazio, hanno accolto gli artisti con amore e calore, mettendo a disposizione tutti gli spazi disponibili e gli oggetti di cui avevano bisogno e guadagnandosi la stima e la devozione di tutta la compagnia. I componenti della compagnia sono Raúl ChacónMalcom T. SitteRebeca VecinoEeva Alvarado, guidati dal direttore Mikolaj Bielski e dal responsabile audio e musicale Víctor García: abbiamo chiacchierato con loro al margine dello spettacolo.

CaféBabel Napoli: Qual è la storia di Réplika Teatro?

Mikolaj Bielski: Nasce nel 1989 grazie a Jaroslaw Bielski e Socorro Anadón, che sono i miei genitori. Cominciò come compagnia, per poi ampliarsi con una scuola di teatro, “Academia del Actor” nel 1996, che dal 2003 ha anche uno spazio dedicato agli spettacoli. Tra di noi i veterani sono Raúl e Rebeca, io mi sono aggiunto a loro da circa cinque anni, mentre Malcom e Eeva sono gli ultimi arrivati; infine qui a Napoli manca il nostro musicista, Víctor, perché sta studiando in India. Si tratta della prima volta che lavoriamo insieme e per questo siamo ancora in “work in progress”: il testo è una scusa per trovare un’armonia fra di noi e sviluppare il lavoro di gruppo, uno scambio di idee.  Per il momento sta andando magnificamente.

CBN: Come avete conosciuto AltoFest?

MB: Al Fantasio, il Festival internazionale di regia teatrale di Trento, conobbi Giuseppe Ingrò che mi parlò di AltoFest, di come fosse interessante e stimolante. Grazie a lui stabilii dei contatti con gli organizzatori e ora eccoci qui.

CBN: Cosa volete trasmettere al pubblico con il vostro spettacolo? Perché sono presenti sia il tema della famiglia che quello della pazzia?

Eeva Alvarado: Non c’è una sola interpretazione. È un modo di porre lo spettatore davanti alla consapevolezza che, se la vita quotidiana è un insieme di regole, lo spettacolo si pone nell’estremo opposto, chiedendosi come sarebbe una vita senza convenzioni, freni o rispetto. Personalmente, credo che quest’opera voglia fare capire che ogni persona ha la possibilità di essere libera e cercare un proprio cammino, nonostante le regole della società. Lo stesso assistere allo spettacolo dona un’ora di libertà.

Rebeca Vecino: Il fatto che alcune scene si svolgano a tavola e che i personaggi siano madre e figlio, uomo e donna, si riallaccia al tema delle relazioni, governate anch’esse da modi di fare, regole, educazione, che sono tradizionalmente in noi: un figlio e una madre hanno una relazione di rispetto reciproco, allo stesso modo due fidanzati non stipulano un contratto per stare insieme, ma lo fanno per amore. Noi abbiamo voluto riproporle con una nostra logica, tentando di capire perché queste regole (e non altre) vengono intese come corrette.

Raúl Chacón: L’autore voleva creare una forma, un testo per il quale, per poterlo inscenare, gli attori devono combattere contro le concezioni stabilite dalla società. La storia, le battute e i personaggi ci obbligano ad affrontare lo spettacolo in maniera differente, sia da attori che da spettatori, rispetto ad altri.

CBN: AltoFest, in questo senso, vi ha offerto la possibilità di rompere gli schemi ed uscire da un palcoscenico tradizionale…

Malcom T. Sitte: Il testo si può adattare, ci dà libertà di ricreare e di ripresentare la nostra arte in luoghi differenti. Ci siamo esibiti con questo spettacolo sia nel teatro convenzionale di Réplika Teatro a Madrid, sia in una libreria, ed ora in una casa, che si è rivelata perfetta per noi.