Alla ricerca della Roma godereccia, fra storia e tradizioni

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 19 febbraio 2011
Passeggiando negli storici quartieri dei mercati di Roma, si possono scoprire microcosmi ed isole, quasi piccoli borghi da salvare, che suscitano una moltitudine di impressioni e sensazioni.

Testo e fotografie di Ursula Pruegger*

Scopriamo l’affascinante storia di questi quartieri nei secoli e l’evoluzione della cucina di Roma e del Lazio: dalla civiltà arcaica con il puls, una pappa di cereali, il Monte Testaccio, frutto dell’accumulo di cocci (testis, da cui Testaccio) provenienti dalle anfore, contenitori di trasporto per il grano e l’olio, il ruolo del Tevere con i suoi mulini, i suoi circa 90 tipi di pesci nel Cinquecento e gli orti e vigneti di Roma fino al Regno d’Italia, il ruolo del vecchio mattatoio, la cucina del quinto quarto e la trasformazione di questo quartiere nei secoli, l’importanza della tradizione ebraica e la storia del Ghetto.

Accompagnati dal profuma di erbe, di olio d’oliva, di ricotta e guanciale esploriamo il mercato coperto di Piazza del Testaccio, uno dei più tradizionali della città e nello stesso tempo luogo di incontro e di informazione nel quartiere. Le sue bancarelle offrono di tutto, dalle scarpe e borse a prezzi convenienti, le maglietta della Roma, squadra di calcio che ha avuto proprio qui nel cuore della città il suo storico campo, in bella mostra frutta, primizie, carciofi, puntarelle, misticanze e carne, pure quella equina. Sono proprio i macellai uno dei punti forti del quartiere, forse anche per il legame con l’antico mattatoio.

E non dimentichiamo il pesce. Figura storica è la Signora Rosa che vende qui in sesta generazione il pesce e le foto esposte testimoniano tanti momenti felici di una stirpe di pescivendoli, la famiglia Trinca. Sono loro che gestiscono a Roma dal 1860 una bancarella di pesce e la prima al mercato di Testaccio nel 1914 fu a loro. La Signora Rosa sta qui ormai dal 1951, oggi aiutata dal figlio. Ne ha avuti di clienti famosi: “Venivano tutti da noi, Vittorio Gassman, Vittorio de Sica, le gemelle Kessler, la principessa Borghese…”, si interrompe per scegliere un merluzzo per la nipotina di una sua affezionata cliente. Quando non vende il pesce va in giro, in Italia e nel mondo. Ma, ovunque sia, non può fare a meno di andare là dove la porta il cuore: “ mi attirano i mercati di pesce!”

Sono le due del pomeriggio, i mercati cominciano a chiudere e smontano i banchi… resta la speranza di ritrovarli ancora, domani e in futuro.

* Ursula Pruegger è fondatrice di www.ulimengo.it organizzatrice di eventi culturali e sommelier.