Alexander Ač: comunicare il cambiamento climatico

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 11 dicembre 2015

Il CzechGlobe Institute lavora instancabilmente per presentare al pubblico i risultati dei suoi studi sul cambiamento climatico. Abbiamo intervistato Alexander Ač, un ricercatore nonché attivista che difende la necessità di cambiare il nostro stile di vita. Il suo lavoro consiste anche nella traduzione in ceco di materiale educativo, "tutto il resto avverrà in maniera spontanea".

Alexander Ač è quel genere di attivista che parla molto, ma si dice convinto che non lo troverete in piazza con un megafono in mano. Non è il suo ruolo. Gestisce un blog bilingue, risponde alle domande dei giornalisti, tiene lezioni nelle scuole e per Greenpeace. In altri termini, passa la vita ripentendo instancabilmente le ragioni per cui è così importante evitare limitare il riscaldamento globale.

Comunicare i risultati

Il modo più efficace per far sì che la gente impari a prendersi cura del pianeta è quello di renderla responsabile dello stato in cui versano i luoghi dove vivono. Il ricercatore 35enne del CzechGlobe Institute crede fermamente in ciò che sostiene. Alexander ha scelto un percorso accademico, invece di un eco-attivismo più intransigente, proprio perché è convinto della necessità di favorire la diffusione di conoscenza, il dibattito e delle spiegazioni chiare riguardo lo stato disastroso del nostro Pianeta.

«Il mio primo desiderio è che tutti inizino ad interessarsi al cambiamento climatico,» dice. «Soltanto attraverso la diffusione di conoscenze al riguardo, diventa possibile fare del nostro meglio per evitare che questo fenomeno continui». Questo è il motivo per cui, dopo aver studiato ecologia a Košice, in Slovacchia, ha intrapreso le ricerche sull'ambiente nella Capitale della Repubblica Ceca, Praga. Nonostante gli studi sul cambiamento climatico per Alex siano fondamentali, è la diffusione dei risultati a presentare i maggiori benefici. Pertanto, il giovane ricercatore non se ne sta chiuso nel suo ufficio presso il CzechGlobe Institute. Il centro studi con sede a Brno vuole «sviluppare un sistema di ricerca completo».

Per esempio, Alexander ed un suo collega si sono occupati della traduzione in ceco di una guida sul cambiamento climatico globale, per permettere al grande pubblico l'accesso a tutte le informazioni necessarie. E ribadisce che «la prima cosa da fare è rendersi conto della gravità di un problema che investe l'intera umanità. Tutto il resto avverrà in maniera spontanea».

La situazione in Repubblica Ceca

In Repubblica Ceca, circa 8 intervistati su 10 (l'86% del totale) credono che il cambiamento climatico rappresenti un problema grave, mentre il 61% lo considera gravissimo. Anche la Slovacchia ha riportato risultati simili, stando alle recenti statistiche dell'Eurobarometro.

Alexander Ač ha partecipato alle negoziazioni negli ultimi tre giorni di svolgimento della COP21. Alla domanda su quali fossero le sue aspettative rispetto alla conferenza, che per molti dei suoi colleghi rappresentava l'unica speranza per un cambiamento, ha mantenuto un atteggiamento scettico: «Non molte, poiché nessun negoziato al quale abbiamo assistito negli ultimi 25 anni ha condotto a dei veri e propri mutamenti. Non vi è dubbio che sono state utilizzate parole forti, ma queste promesse sono lontane dalla realtà. Per cui, nonostante i leader internazionali dichiarino di voler ridurre le emissioni di gas serra, resta meno chiaro quali saranno i meccanismi concreti per la realizzazione di tale obiettivo. Ma non è soltanto colpa dei politici. La colpa è anche nostra».

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Questo articolo fa parte del progetto #21Faces: abbiamo raccolto 21 storie di 21 giovani per raccontare un'Europa "verde", originale e innovativa in vista della COP21, la grande conferenza mondiale sul cambiamento climatico, organizzata a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.