"Alé Calais !" L'impresa del Pollicino del calcio di nuovo in Francia

Articolo pubblicato il 12 settembre 2011
Articolo pubblicato il 12 settembre 2011

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Una narratrice, un’orchestra e una galleria di imprese sportive. “Alé Calais!" è un monologo teatrale scritto dal giornalista italiano Osvaldo Guerrieri e racconta la legenda della squadra di dilettanti che, nel 2000, giocò la finale del Coppa di Francia contro il Nantes.
Un eccellente tentativo di portare il calcio a teatro e far rivivere emozioni epiche, che approda Oltralpe dopo due anni di tournée in Italia.

Marianella Bargilli corre da un lato all’altro del palco, rotola per terra, alza le braccia in segno di vittoria. E' in preda all'euforia mentre narra la settimana che precede quella partita epica, allo Stade de France, dove davanti ad 80mila spettatori la squadretta di 4a divisione sfidava la squadra che deteneva il titolo. La città di Calais, stazione di passaggio dimenticata in cui gli Inglesi vanno a fare la spesa, vive d’improvviso un sogno, le sue strade vengono invase dai giornalisti, gli abitanti escono dal torpore.

Calais diventa il centro del mondo

Una squadra dopo l’altra, Calais aveva eliminato Lilla, Bordeaux e Strasburgo. “Ad ogni passaggio del turno, l’attenzione mediatica saliva di due livelli, dal Paris Match al New York Times”, spiega Nicolas Thiriot, figlio del presidente manager all’epoca, Claude Thiriot, e presidente dell’associazione caritativa Calais 2000. Durante la prima al tealtro Mouffetard di Parigi, era tra il pubblico e non nascondeva l'emozione. Marianella Bargilli gioca un ruolo di Omero moderno da ormai due anni, quando Emanuela Giordano adattò per il teatro il racconto di Osvaldo Guerrieri. "Non mi sono mai interessato al calcio nella mia vita e sono andato a Calais per rivivere questi momenti", spiega l'autore, arrivato da Torino per l'occasione. "Ho raccontato la storia dal punto di vista della città, con personaggi e storie inventate, per descrivere la rinascita di una comunità attraverso una partita di calcio."

Nicolas Thiriot non lo sa: “Credo che l’autore abbia fatto un lavoro di ricerca molto importante per rendere fedelmente gli avvenimenti di quei giorni". Sbagliato: la pasticciera, il pescatore, l’insegnante non sono persone reali,  i loro sentimenti invece sì: Marianella Bargilli ci trasporta nei dialoghi tra persone sorprese, orgogliose di vivere in una comunità che soffre ma resiste, contente di uscire dalla semplicità per ritrovarsi in prima fila.

Parigi, 7 settembre 2011

Davide contro Golia

“La pasticcera aveva preparato dei bignè gialli e verdi a forma di canarino, come vengono soprannominati i giocatori del Nantes", racconta al pubblico Marianella. ‘Ce li papperemo in un sol boccone!’, commentava un passante. Destreggiandosi tra l’italiano e il francese, la narratrice ci fa attraversare la città del Nord attraverso gli occhi di un giornalista dell’Humanité, Frédéric Sugnot. Arriva annoiato e scettico, riparte rigoglioso grazie ai suoi incontri, i rumori e la musica di una città in festa, e soprattutto appassionato dall’umiltà dei protagonisti: L’allenatore spagnolo e impiegato municipale Ladislas Lozano, il portiere Cédric Schille, l’attaccante e commesso al supermercato Mickaël Gerard.

Il “Davide contro Golia”, lo scontro tra il povero-minuscolo e il ricco-gigante, è spinto però fino alla deformazione della realtà: “Quando Calais segna il gol dell’1-0 lo stadio è in silenzio, si sentono solo i 5mila tifosi arrivati da Calais". Nulla di più falso, tutta la Francia e tutti i parigini sugli spalti quel 7 maggio del 2000 tifavano per il Calais. Anche la formula della Coppa di Francia è fatta per aiutare le squadre più piccole ad arrivare il più lontano possibile (partita secca, la squadra minore gioca sempre in casa, ndr).  E' in quell'istante che gli esperti di sport, come il giornalista di France 2Nelson Monfort storcono il naso: “E’ sempre difficile trasformare lo sport in  fiction poiché le immagini reali sono troppo forti per essere rappresentate”, commenta a fine spettacolo. Per gli altri, e “in particolare le donne che fanno il muso quando i loro mariti vanno allo stadio la domenica", è invece una scoperta molto piacevole. “Ritroviamo i sentimenti di umanità, speranza e solidarietà che non ci aspettavano", spiega l’attrice. "All'improvviso si prova una nuova amicizia con gli uomini che conoscono già la storia".

Questa nuova armonia che dà la pelle d’oca si realizza alla fine del racconto, e quindi alla fine dell'incontro: Nantes pareggia, va  in vantaggio per 2 - 1 grazie a un rigore dubbio, l'arbitro fischia, tocca al presidente Jacques Chirac consegnare la coppa ai campioni. Il capitano di Nantes, Mickaël Landreau va a cercare Reginald Becque, capitano del Calais. Insieme alzano la coppa, per l’unica volta nella storia della competizione, facendo scoppiare di gioia lo stadio intero.

“Allez Calais!” (titolo originale “Alé Calais”) è un racconto scritto da Osvaldo Guerrieri, messo in scena da Emanuela Giordano e interpretato da Marianella Bargilli accompagnata dai musicisti Ermanno Dodaro, Giovanna Famulari, Massimo De Lorenzi. Dopo due tournées in Italia, verrà presentata al Teatro Mouffetard di Parigi fino al 17 settembre.

 Foto: home-page © Teatro Stabile di Calabria; testo © Nicola Accardo; locandina