Albanesi faccia a faccia con l'Europa

Articolo pubblicato il 20 maggio 2015
Articolo pubblicato il 20 maggio 2015

A pochi giorni dalla Festa dell'Europa, è interes-sante capire come l'Unione Europea viene percepita al di là dei confini, e in particolare in Albania.

Ogni 9 maggio vengono celebrate in Europa la pace e l'unità. Risale al 1950 l'anniversario della storica ‘Dichiarazione Schuman’. Il 9 maggio del 1950 – in un discorso ispirato da Jean Monnet – il ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, propose di mettere insieme le risorse di carbone e ferro della Francia e della Repubblica Federale Tedesca (RFT)  in un'organizzazione che successivamente sarebbe diventata la principale fonte di adesione per altri stati europei.

Questa quasi rivoluzionaria dichiarazione produsse un'ondata di shock che avrebbe dato il via al processo di unificazione. Negli ultimi decenni, l'Europa ha subìto importanti cambiamenti che hanno portato all'estrema unificazione di persone, lingue e culture. Sin dal principio, la dichiarazione puntava a creare un notevole cambiamento nei modi di pensare che avrebbe contribuito a persuadere gli abitanti dell'Europa. L'ampliamento dell'Unione Europea del 2013 ha incorporato la Croazia come 28° Stato Membro. Malgrado l'appartenenza all'UE comporti non solo una condivisione di benefici, ma anche il farsi carico delle responsabilità ad essa legate.

Questo maggio l'Europa festeggia 65 anni dalla Dichiarazione Schuman. Al giorno d'oggi, importanti domande circa il futuro dell'Europa interessano molti studiosi, politici ed economisti in tutto il mondo. Tuttavia, c'è una diffusa impressione che i paesi del sud-est europeo siano molto favorevoli ad entrare a far parte dell'Unione Europea. Tutto questo viene avvalorato da una forte predominanza di associazione con l'‘identità europea’ in generale.

Il caso dell'Albania

L'Albania ha subìto degli importanti cambiamenti negli ultimi due decenni. Il crollo del sistema comunista agli inizi degli anni '90 ha esposto il paese a innumerevoli opportunità di sviluppo economico, sociale e politico. Lo scorso giugno, l'Albania ha ottenuto ufficialmente lo status di candidata ad entrare nell'UE. L'Albania fa parte di molte organizzazioni internazionali: Consiglio d'Europa, NATO, FMI, OMC, giusto per citarne alcune. La sua posizione geografica centrale e il suo sviluppo nel corso degli anni fanno sì che il suo popolo si senta ‘fortemente legato’ all'Europa.

Sicuramente uno dei più importanti cambiamenti che si sono notati maggiormente nel corso degli ultimi anni, è stato l'affermarsi di una nuova cultura politica nel paese. Chiunque abbia avuto la possibilità di entrare in contatto con degli albanesi a Tirana o in qualunque altra parte, ha potuto notare quante cose siano cambiate, in positivo. Oggigiorno le persone sono molto più aperte, stanno più a contatto con la realtà del paese e non solo, sono ben educate, dirette e parlano almeno due lingue straniere.

Abbiamo chiesto a giovani professionisti albanesi cosa rappresenti per loro l'Europa. Ecco quello che ci hanno risposto:

Per Armando Bode – studente di un Master in Legge presso l'Università di Tirana (Albania) nonché presidente dell'ELSA – l'Associazione degli Studenti Europei di Legge, «l'Europa significa principalmente meritocrazia. Vedo l'Europa come il mondo in cui le tue abilità verranno apprezzate più del potere proveniente dalla tua famiglia e dalle 'conoscenze'. Inoltre, Europa per me significa rispetto dei diritti umani da parte di ciascun stakeholder, e la responsabilità dello stato verso i suoi cittadini».

Nell'immaginario di Rudina Hoxha – giornalista freelance a Tirana (Albania), «l'Europa è come un ‘grande cancello’ che ti dà il brivido di pensare a come aprirlo. Questo stimola una sfida continua a chi riuscirà per primo ad arrivarci. Quelli che lavorano di più riescono ad aprire facilmente questa porta. Ciò segna l'inizio di una miriade di opportunità di sviluppo personale e professionale».

Per Marjola Xheblati, dell'ufficio comunicazione dell'Università di Tirana (Albania) nonché dottoranda in Legge: «Sin dal 2010, quando l'Albania è entrata a far parte dell' Area Schengen per la libera circolazione, ho iniziato a sentire l'Europa più vicina che mai. Per via del mio lavoro, ho avuto la possibilità di visitare diverse università europee, e di cogliere un assaggio delle culture, delle lingue e delle persone. Per me l'Europa è tanto diversa perché mi ha sempre affascinato. Spero che in futuro l'Albania entri a far parte dell'UE, in modo da poter offrire più opportunità a tutti. Sono convinta che quando mio figlio crescerà, avrà molte più possibilità di viaggiare e studiare in Europa».

Matilda Karçanaj, studentessa di un Master di studio dedicato al Sud-Est Europa presso l'Università di Graz (Austria), ci dice che «nel complesso, la mia vita sarebbe stata diversa se non fossi andata al mio primo seminario in Serbia, finanziato dalla Commissione Europea. Oggi non starei studiando in Austria, con la mia borsa di studio. Il mio sogno è diventato realtà solo grazie alle opportunità che l'UE mette a disposizione per tutti noi, cittadini europei e non, e al mio impegno negli studi. Siamo tanto simili nel sentirci europei, ma tanto diversi nel provarci duramente e nell'impegnarci. Perciò, senza l'impegno dei Balcani dell'ovest, l'Unione Europea sarà molto difficile da ampliare».

Per Aurel Ndoni, studente di Architettura presso la Technischen Universität di Berlino«l'Europa è un posto stupendo. Sono già due anni che vivo a Berlino, dove sto realizzando il mio sogno di diventare un architetto. Allo stesso tempo, ho visto molti paesi e città europei, e questo ha rafforzato il mio ‘sentirmi ed identificarmi come europeo’. A casa parlo albanese, a Berlino parlo tedesco, e comunico facilmente in inglese e italiano se mi trovo insieme ad altri giovani europei. L'Europa non è fantastica?».

Per Esmeralda Spaho, esperta di finanza a Tirana, «l'Europa non è sinonimo solo di viaggi. Sebbene la maggior parte di voi l'abbia conosciuta attraverso i viaggi e l'essere usciti dal proprio ambiente sicuro. Io sento di appartenere all'Europa, perché mi piace l'idea di essere tanto diversa e tanto unita allo stesso tempo. Il continente è pieno di culture, lingue, storie e tradizioni diverse. Come giovane professionista, sento che potrei contribuire a rendere l'Europa un posto migliore, malgrado l'Europa abbia anche la capacità di farmi sentire tanto europea».