Alabama Monroe, fede agonica tra le corde

Articolo pubblicato il 19 novembre 2013
Articolo pubblicato il 19 novembre 2013

Credere solamente nella nostra esistenza è così desolante che l'uomo, da sempre,ricorre a diverse forme di speranza e consolazione. Come dimostra lo straordinario film di Alabama Monroe, il loro unico elemento in comune è la musica. 

Scheda tecnica

Titolo originale: The Broken Circle Breakdown (Alabama Monroe)

Anno: 2012

Durata: 112 min.

Paese: Belgio

Descrizione: http://www.filmaffinity.com/imgs/countries/BE.jpg

Regista:  Felix Van Groeningen

Sceneggiatura: Carl Joos, Felix Van Groeningen

Colonna sonora: Bjorn Eriksson

Fotografia: Ruben Impens

Cast: Veerle Baetens, Johan Heldenbergh, Nell Cattrysse, Geert Van Rampelberg, Nils De Caster, Robbie Cleiren, Bert Huysentruyt, Jan Bijvoet, Blanka Heirman

Casa di produzione: Topkapi Films

Genere: Dramma| Melodramma.  Dramma romantico. Malattia.  Musicale

Sito web ufficiale: http://www.thebrokencirclebreakdown.be/en

Alabama Monroe racconta la storia d'amore tra due artisti: Elise, una disegnatrice di tatuaggi, e Didier, un musicista country, a Gante (Belgio). Entrambi appassionati, entrambi dediti alla magia del loro incontro e accompagnati sempre dalla melodia. Essi creano un loro ranch americano nel cuore dell'Europa e consolidano la loro unione con la nascita della  figlia Maybelle davanti al loro Dio, la musica. 

Sembra che tale felicità debba essere proibita e il ritmo del film è scandito da flashback continui che colpiscono il cuore dello spettatore. Maybelle ha la leucemia e il lungometraggio la condanna quasi fin dai primi 15 minuti dell'opera. Ancora una volta, la musica è protagonista, è il sottofondo che induce i personaggi e lo spettatore a credere che esista un mondo migliore. Ingenuità? Salute mentale? Pura immaginazione? Niente di tutto ciò importa. 

E' curioso analizzare le contraddizioni di Didier, ateo convinto che tuttavia crea ed interpreta opere religiose dell'America profonda. Egli ammira il nuovo continente come terra di opportunità ma, allo stesso tempo, lo condanna per le opposizioni religiose ostili alla ricerca sulle cellule staminali. La tragedia lo confonde, così come fa con Elise, cristiana credente ancorata all'idea che sua figlia la circondi sotto forma di uccello o stella ma che, ugualmente, si arrende di fronte alla terribile assenza della sua piccola. 

Un canto triste con picchi di euforia che, man mano che lo spirito si conforta, annunciano una fine fatale. Inizio e chiusura del film assolutamente perfetto,  splendida musica e sincronizzazione della storia grazie all'universo magico del bluegrass,  il country folcloristico dei coloni britannici e irlandesi arrivati in UE alcuni decenni fa ma con la stessa  necessità di ricercare un padre. Ancora una volta, lui: il pentagramma. 

In un atto di disperazione, Elise decide di cambiare nome. A pochi minuti dalla fine, diventa infatti Alabama e, in suo marito, riconosce solamente Monroe, il musicista che la fece innamorare suonando il banjo in onore al grande Bill Monroe.

Opera teatrale trasformata in film, Alabama Monroe ha ottenuto i premi di Migliore Attrice e Miglior Sceneggiatura al Festiva di Tribeca e, nell'attuale Festival del Cinema Europeo di Siviglia, ha 5 nomination, tra cui quella di Miglior Film; la giuria ancora non ha deciso. 

L'unico aspetto negativo della proiezione del film è stata la desincronizzazione dei sottotitoli durante i primi 15 minuti, a causa di motivi organizzativi che ancora non capiamo.