Al VK di Bruxelles le note di Capossela per anime migranti

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2017
Articolo pubblicato il 29 ottobre 2017

Il 2 novembre al VK di Bruxelles arriva in concerto Vinicio Capossela. Per questo Tour Europeo l'istrionico cantante (e scrittore) porta nel suo bagaglio Canzoni della Cupa, l'ultimo album dedicato a canti, riti e miti di un Sud rurale e faticoso, dove sono ancora custodite le nostre radici.   

P { margin-bottom: 0.21cm; }A:link { } P { margin-bottom: 0.21cm; }A:link { }

Arriva a Bruxelles uno tra i musicisti più eclettici della canzone italiana contemporanea. Cantore, poeta, scrittore, performer. Capossela pesca a piene mani dalla tradizione folk, in paticolare quella del Sud. Un Sud ricco di rimandi ma privo di confini geografici. Latino America, Salento, Balcani, Irpinia e Grecia le tappe principali dei Grand tour musicali di Vinicio, in cui tammoriate, mambo, canti di lavoro e ballate sono rinnovate nel sound e arricchite di riferimenti letterari e cinematografici. Nei nove dischi realizati in studio, hanno preso vita incontri tutt'altro che scontati: Omero fa visita a Melville, un bestiario primitivo danza con mitologiche Sirene, ombre fiabesche brindano citando versetti biblici.

Concerto nel giorno dei defunti con Canzoni della Cupa

Vinicio salirà sul palco del VK a Molenbeek il due Novembre, nella tradizione cattolica giorno dedicato ai fedeli defunti. Data di penitenza, attesa e dolore, nonché festa popolare per eccellenza. Giorno di visite ai cimiteri, vestiti di tutto punto, seguite da pranzi di famiglia attorno al primo focolare, per dare il benvenuto all'inverno. Giorno al sapore di mosto, castagne e melograni, camminando su un tappeto di foglie secche e rossastre. Giorno perfetto per immergersi nel mondo di diavoli, lune, lupi mannari da cui attinge Canzoni della Cupa, l'ultimo doppio album del folksinger nato ad Hannover. Vinicio ci trascina in un indefinito passato, tra Sardegna, Salento e soprattutto Irpinia, terra campana d'origine di Capossela. Con Canzoni della Cupa, frutto di tredici anni di gestazione, riscopriamo tradizioni, riti, paure e gioie di un'Italia rurale, polverosa, terra di padroni e di fimmine chine sulla terra piantata a tabacco, terra di seduttrici e di spose in lutto, terra di pumminali (versione nostrana del lupo mannaro) e pozzi, dove le anime della Cupa si rifugiano, quando non sono impegnate a spaventare i bimbi e a risvegliare negli adulti istinti primordiali.

Omaggio e impegno nell'Italia rurale e spopolata

Canzoni della Cupa è il contraltare musicale del lungo omaggio e impegno cui Capossela è dedito da diversi anni nei confronti della terra, di cui è originario suo padre. Da ideatore e direttore dello Sponz Fest, Capossela è riuscito a trascinare nell'Irpina profonda musicisti, scrittori, registi, militanti per i diritti umani, per (ri)dare vita a un territorio abbandonato in primis dai giovani. In un percorso al rovescio, il treno che ha risucchiato e portato altrove gli abitanti di quei luoghi antichi, torna tra i borghi irpini per ripopolarli di nuova linfa.

Perché andare a un concerto di Capossela? Nell'era sintetica e individualista in cui spopolano dj, rapper e cantautori indie, Vinicio restituisce ai musici un ruolo essenziale in modo generoso. I suoi racconti sono arricchiti, oltre che da voce sorniona e blasfema, da una varietà impressionante di strumenti, tra cui violini, trombe, chitarra battente, chitarra portoghese, viuhela, banjo, mellotron, cimbalon, tammorre, cubba cubba e una grancassa rivestita di pelle di mucca. Un piacere per l'ascolto in questi tempi scarni in termini musicali. Soprattutto si va a un concerto di Vinicio (e per me sarà l'ennesimo), perché non vi si assiste, ma vi si partecipa. Sul palco l'istrionico capobanda tocca ancor più in profondità le note del poetico e del grottesco, indossando copricapi, pelli e maschere, lasciandoci salire con lui sulla folle giostra, che dalla frenesia indiavolata del Ballo di San Vito sprofonda in Ovunque proteggi, ballata nostalgica per un amore finito. Attenti quindi a prenderne parte. Dalle sue performance si può uscire frastornati, colmi d'eccitazione o in lacrime, proiettati in un altrove animalesco e sognante, da cui difficilmente si torna indietro.

Playlist

Per questo concerto della notte dei defunti nel centro dell'Europa, ho immaginato una playlist per anime migranti, solitarie e peccatrici.

IL TRENO dall'album Canzoni della Cupa / Ombre

RAPATATUMPA dall'album Canzoni della Cupa / Polvere

NON TRATTARE dall'album Ovunque Proteggi

BRUCIA TROIA dall'album Ovunque Proteggi

L'ACCOLITA DEI RANCOROSI dall'album Il ballo di San Vito

NO

BILLY BUD dall'album Marinai, Profeti e balene

MARCIA DEL CAMPOSANTO dall'album Canzoni a manovella

PIOGGIA DI NOVEMBRE dall'album Il ballo di San Vito

L'UOMO VIVO (live version) dall'album Ovunque proteggi

POLPO D'AMORE feat. CALEXICO dall'album Marinai, Profeti e balene

OVUNQUE PROTEGGI (live version) dall'album Ovunque Proteggi

LE SIRENE dall'album Marinai, Profeti e balene