AJO: Striptease cardiovascolare a base di micropoesia

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2008
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Articolo pubblicato il 15 gennaio 2008
Si chiama Striptease Cardiovascolare. È il nome degli spettacoli di una micropoetessa spagnola, (“aglio”). La sua opera va forte nella scena underground-chic madrilena e le sue frecciate poetiche sono un inno alla libertà creativa senza pari. Sottile, sagace, precisa, con una buona dose di malizia. Irriverenza pura contro i formalismi lirici.
AJO, l’antiaccademica che nessun accademico vuol perdere di vista.

AJO

“Perdonami se ti chiedo delle pere, non sapevo che fossi un olmo”. “Ti adorerò sempre e non mi frega niente di te non rimano ma rimeranno con il tempo”. Ecco due esempi delle sue perle. Perfino politici del governo Zapatero vanno pazzi per le micropoesie della «giovane, brillante, atrabiliare ma lucida», come la definisce l’ex ministro della Cultura Carmen Calvo. Poesie cortissime, come degli haiki informali che declama in un’atmosfera cabarettistica, o di ironico lutto, passando dalla gioia più profonda alla tristezza più nera, o viceversa. Un genere di spettacolo che ci si aspetta ancora di sentire.

La micropoetessa è anche musicista e autrice di canzoni. Negli anni Novanta fondò il gruppo rock sperimentale Mil Dolores Pequeños e la casa discografica indipendente Por Caridad Producciones. In quell’epoca pubblicò quattro album, e soprattutto il singolo De la piel pa’ dentro mando yo, interpretato insieme al filosofo e scrittore Antonio Escohotado. Oggi AJO è una delle organizzatrici del festival di musica sperimentale Experimentaclub di Madrid.

Concha Hierro del Hoyo