Air France: parola tabù dopo l’incidente aereo?

Articolo pubblicato il 13 giugno 2009
Articolo pubblicato il 13 giugno 2009
Lunedì primo giugno volai da San Paolo a Parigi. Appena sbarcato, seppi che il volo parallelo, partito da Rio de Janeiro, era “scomparso”. Alcune ore più tardi, comparando le notizie dei mezzi di comunicazione brasiliani e francesi, ebbi l’impressione che fossero sparite anche alcune parole. Strategia di comunicazione o casualità?

Lunedì primo giugno, ero appena atterrato a Parigi dopo una breve vacanza in Brasile quando si diffuse la notizia che il volo Air France AF-447, Rio de Janeiro - Parigi era “scomparso”. Un volo parallelo al mio, con percorso e orari simili al mio, che sarebbe dovuto arrivare nella capitale francese un’ora e mezza dopo di me. Nel mio albergo si formò una piccola cellula informativa di crisi dove, attraverso i mezzi brasiliani, la televisione francese e il telefono, giungevano notizie in tempo reale dalle due estremità dell’Atlantico.

Anche Air France comincia a sparire

Un paio d’ore dopo aver acceso la televisione, mi sembrò di percepire un cambiamento nel modo di comunicare le notizie. Ebbi l’impressione che il nome della compagnia aerea a cui apparteneva il volo, Air France, presente in tutti i titoli iniziali, cominciasse anche lui a svanire, rimpiazzato da quello di Airbus. Da parte loro, i media brasiliani mantenevano il nome di Air France ben in vista in tutte le loro informazioni sull’incidente. Il 4 giugno, le prime pagine dei quotidiani francesi e brasiliani presentavano ancora queste diversità. Se diamo un’occhiata alle notizie sull’incidente messe in rilievo dai tre giornali più letti in Francia, incontriamo la parola “Air France” solo quattro volte, e mai nel titolo (una volta in Le Monde, una in Libération e due in Ouest France). Si distingue tuttavia Le Figaro, nel cui articolo si nomina 12 volte la compagnia francese. Nei giornali brasiliani le cose cambiano. In O Globo si cita Air France 8 volte, oltre che nel titolo. La Folha de São Paulo lo scrive 6 volte e il Jornal de Brasil 4. Nel Correido do Povo la parola “Air France” appare solo due volte, ma si legge nel titolo.

“Curiose” differenze

Altre “curiose” differenze si riscontrano nella diversità delle informazioni che rimbalzano da una parte all’altra dell’Atlantico. In Brasile, il punto di caduta dell’aereo venne subito identificato in una vasta area vicina all’isola di Fernando de Noronha, dal lato brasiliano. Mentre in Francia si cercava l’aereo al largo delle coste africane, senza neanche informare sulle tesi brasiliane, poi confermate. Riguardo alle cause dell’incidente, da parte francese subito si diede la colpa al mal tempo e ad un lampo che aveva colpito l’aereo, ancora prima di sapere con sicurezza se fosse veramente precipitato e dove. Una teoria che delega le responsabilità dell’incidente a cause esterne, escludendo possibili anomalie tecniche o umane, riconducibili alla compagnia o all’impresa costruttrice dell’apparecchio.

Questi fatti possono considerarsi delle casualità, semplici differenze nello stile giornalistico o cattiva coordinazione delle informazioni. Tuttavia, se si valutano gli interessi in gioco, le casualità appaiono poco probabili e l’attivazione di strategie comunicative sembra ovvia.