Aggressione a Mosca: Serghei Filin e la maledizione del Bolshoi

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2013
Articolo pubblicato il 21 gennaio 2013
L'aggressione subita dal direttore artistico del Teatro Bolshoi, Serghei Filin, 42 anni, alza il sipario su una carriera costellata di minacce, pericoli e invidia. Sebbene la polizia non sia sicura che l'attacco abbia un legame con la sua attività professionale, le critiche alla sua direzione sono state costanti e la sua casella di posta e il suo account facebook ripetutamente violati.

Nel cuore di Mosca, si staglia la figura imperiale e maestosa del teatro Bolshoi, gaudio architettonico, simbolo delle arti sceniche e orgoglio di Russia. A capo del teatro, da decenni icona della cultura nazionale, da marzo del 2011, c'è Serghei Filin, in qualità di direttore artistico. Con lui, il balletto classico ha raggiunto l'apice del successo. Ma, suo malgrado, Filin, insieme alla gloria, ha ereditato anche la maledizione che lo splendido teatro riserva al suo eletto.

Lo scorso giovedì notte, Filin ha assaporato un'altra, spiacevole, conseguenza, del successo: quella che si nasconde dietro le quinte e cela le miserie agli sguardi del pubblico emozionato. Mentre si avvicinava alla porta di casa, uno sconosciuto, mascherato, lo ha chiamato per nome per poi riversagli un liquido sul volto. Il prodotto è risultato essere acido e, dopo l'attacco, l'aggressore è fuggito nella notte moscovita. Il direttore, adesso, è in cura e ha il collo e il viso ricoperti di ustioni di terzo grado. Tuttavia, i medici sono fiduciosi e hanno da poco confermato che recupererà la vista.

La storia del Bolshoi è stata da sempre legata ai suoi personaggi, agli artisti migliori e ai coreografi più celebri. Tuttavia, tali applausi raffinati ed esigenti eclissavano una verità il più delle volte taciuta: l'invidia, che non bada all'etichetta, né tanto meno al valore effimero dell'arte, e livella, nella morte, qualsiasi essere umano. Dietro il sipario, è nata così una guerra fratricida, dove la posta in gioco è stata, sempre, la fama.

El 28 de octubre de 2011 volvió a abrirse tras una reforma que ha durado seis años. Con ella, se han reducido las plazas y se ha mejorado la acústica.

Il caso Filin ha risvegliato una verità nascosta che solo adesso viene alla luce. La maledizione del Bolshoi, che ha perseguitato negli ultimi tempi tutti i responsabili del teatro. Il direttore precedente, Guennadi Yanin, ha dato le dimissioni dopo la diffusione di alcune immagini pornografiche che lo avrebbero riguardato da vicino. La lista delle carriere minacciate o troncate in seguito a tradimenti e invidie sembra avere la stessa imponenza del Bolshoi. In una lotta cruenta che, purtroppo, di teatrale ha solo le tinte cupe di una tragedia.

Foto: copertina, (cc) ameliabADELIA/Flickr; testo, (cc) Edmund Nigel Gall/Flickr. Video: euronewses/YouTube.