“Adieu”... ou pas? I Kafka sulla spiaggia all’esordio con il primo EP

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2014
Articolo pubblicato il 16 gennaio 2014

Il 29 no­vem­bre é stato pre­sen­ta­to il primo EP dei Kafka sulla spiag­gia, un pro­get­to in­te­ra­men­te au­to­fi­nan­zia­to che cerca di farsi spa­zio tra la mi­ria­de di grup­pi emer­gen­ti na­po­le­ta­ni. Ca­fé­ba­bel ha in­con­tra­to la voce del grup­po Luca Ste­fa­nel­li.

"Il ma­ri­na­io spie­gò le vele al vento, ma il vento non capì” è l'EP d'e­sor­dio dei Kafka sulla spiag­gia usci­to il 29 no­vem­bre: un mix di mu­si­che de­li­ca­te, tra il bos­sa­no­va e il “new beat”, come loro stes­si si de­fi­ni­sco­no.  La par­ten­za, il di­stac­co, i pro­ble­mi ado­le­scen­zia­li, ma allo stes­so tempo “la gioia di vi­ve­re” - il ti­to­lo di un pezzo del­l’al­bum- sono i temi di fondo: Luca Ste­fa­nel­li, voce e chi­tar­ra del grup­po ha ri­spo­sto a qual­che do­man­da di Ca­fé­ba­bel.

Ca­fé­ba­bel- Il nome del grup­po viene preso dal libro dello scrit­to­re giap­po­ne­se Mu­ra­ka­mi Ha­ru­ki: si parla di due par­ten­ze pa­ral­le­le. Qual è il col­le­ga­men­to con il vo­stro grup­po?

Luca- Prima che na­sces­se que­sto grup­po suo­na­va­mo già in­sie­me e cer­ca­va­mo di dare un senso alle cose prima di farle. Ci siamo resi conto con gli anni che non era il modo giu­sto per noi e ab­bia­mo de­ci­so di fare di­ret­ta­men­te. È usci­ta tutta una serie di cose che poi ab­bia­mo sco­per­to es­se­re col­le­ga­te tra di loro. Ce ne siamo ac­cor­ti dopo che era tutto col­le­ga­to e che il cer­chio poi si è chiu­so. Nel libro si parla della pro­fe­zia del ra­gaz­zo, uno dei due pro­ta­go­ni­sti: è que­sto che ci ha spin­to di più a sce­glie­re que­sto nome.

Ca­fé­ba­bel- Ci sono più par­ten­ze nel­l’al­bum: in Adieu e in Li­be­ra per esem­pio.

Luca- In Li­be­ra si parla di tre sto­rie: la fo­glia, il ra­gaz­zo e la ra­gaz­za. Sono tre fi­gu­re messe in pa­ral­le­lo, un po’ come nel libro. La fo­glia è suc­cu­be del vento, la ra­gaz­za vaga per­ché non sa che fare e il ra­gaz­zo che de­ci­de di uc­ci­der­si per li­be­rar­si.  In tutti i no­stri pezzi c’è una vena ma­lin­co­ni­ca che parte dal di­sa­gio. Le par­ten­ze che de­scri­via­mo non por­ta­no a nulla, sono par­ten­ze punto e basta. Anche noi quan­do siamo par­ti­ti non pen­sa­va­mo di fare tutto que­sto, siamo par­ti­ti punto e basta.

Adieu parla di due ra­gaz­zi che non stan­no più in­sie­me, è la sto­ria del no­stro ex-bas­si­sta. Una per­so­na molto calma, edu­ca­ta che ad un certo punto de­ci­de di cam­bia­re la sua vita, di la­scia­re la sua ra­gaz­za e di pren­de­re la vita in ma­nie­ra di­ver­sa. È una ti­pi­ca sto­ria ado­le­scen­zia­le.

Ca­fè­ba­bel- Quan­do è nata que­sta can­zo­ne?

Luca- È nata un anno e mezzo fa ed il ra­gaz­zo in que­stio­ne aveva 23 anni. Tutte le sto­rie rac­con­ta­no di coe­ta­nei, di fa­mi­glie o cose del ge­ne­re, tutte sto­rie ado­le­scen­zia­li sotto un no­stro punto di vista. Alla fine la mu­si­ca è que­sto: sono tutte sto­rie trite e ri­tri­te viste con occhi di­ver­si.

Ca­fé­ba­bel- Ve­nia­mo alle dif­fi­col­tà che avete in­con­tra­to per au­to­pro­dur­re que­sto EP, sia per l’im­pe­gno che per i fi­nan­zia­men­ti.

Luca- I soldi ven­go­no da die­ci­mi­la la­vo­ri. Nes­su­no di noi quat­tro ha la pos­si­bi­li­tà eco­no­mi­ca, ma è tutto au­to­pro­dot­to. For­tu­na­ta­men­te ab­bia­mo tro­va­to per­so­ne che ci sono ve­nu­te in­con­tro e che hanno cre­du­to in quel­lo che fac­cia­mo. Il video è stato fatto dai ra­gaz­zi di Sub­ca­va So­no­ra, che pur non pro­du­cen­do­ci ci hanno dato una mano, così come lo stu­dio di re­gi­stra­zio­ne che ci è ve­nu­to in­con­tro sul prez­zo.

Io fac­cio ani­ma­zio­ne per bam­bi­ni e ho do­vu­to ri­nun­cia­re a molti live per­ché non avevo voce o al con­tra­rio ri­nun­cia­re a feste per­ché da lì ad una set­ti­ma­na avrei do­vu­to can­ta­re. E stai con que­sto litro d’ac­qua a riem­pi­re que­sti 17 bic­chie­ri, li muovi, li giri, ma sem­pre un litro è.

E al­lo­ri spo­sti le prio­ri­tà, cer­chi di es­se­re di­na­mi­co e di fare ciò che vuoi. E la no­stra for­tu­na è che siamo tutti e quat­tro in que­sta si­tua­zio­ne. Que­sto è per­ché vo­glia­mo suo­na­re e se non fa­ces­si­mo in que­sto modo non fa­rem­mo nien­te.

Ca­fé­ba­bel- Met­tia­mo­ci  però nella si­tua­zio­ne in cui qual­cu­no v'a­ves­se fi­nan­zia­to.

Luca- Sa­reb­be stato un pro­ble­ma, più uno svan­tag­gio che un van­tag­gio. Ad ora non credo di avere la ma­tu­ri­tà di poter ri­spet­ta­re dei ca­no­ni im­po­sti. L’i­dea che qual­cu­no venga e mi di­ca “Ti fi­nan­zio, ma devi fa que­sto e que­st’al­tro” in que­sto mo­men­to mi spa­ven­ta. Ma tanto è un pro­ble­ma che non sorge.

Ca­fé­ba­bel- Il vo­stro obiet­ti­vo entro un anno?

Luca- Noi ora già stia­mo la­vo­ran­do ai pezzi nuovi e l’i­dea di avere la pos­si­bi­li­tà di suo­na­re per il pros­si­mo anno mi al­let­ta più di tutte.