Addio a Gianni Rondolino, il papà del Torino Film Festival.

Articolo pubblicato il 09 gennaio 2016
Articolo pubblicato il 09 gennaio 2016

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E' morto nella notte tra l'8 e il 9 gennaio 2016, il Prof. Gianni Rondolino, docente e critico cinematografico, papà del Torino Film Festival. Con lui se ne va un importante pezzo della critica e della cultura cinematografica del nostro tempo.

Si è spento nella notte, nella sua casa di San Salvario a Torino, il docente, storico e critico cinematografico Gianni Rondolino. Il Professore, che avrebbe compiuto 84 anni tra pochi giorni, il 13 gennaio, lascia la moglie Lina, il figlio Fabrizio e una generazione di registi, critici, saggisti e operatori culturali che si sono formati seguendo le sue lezioni tra i banchi di Palazzo Nuovo, la sede delle Facoltà Umanistiche dell'Università di Torino.

Amatissimo tra gli studenti che dal 1977 preparano il temutissimo esame di Storia e Critica del Cinema sul suo monumentale testo di 800 pagine ribattezzato "il Rondolone".

«Se la città oggi è una capitale del cinema italiano molto del merito va a Gianni Rondolino che ha saputo dare una centralità nazionale agli eventi che sono cresciuti a Torino. E lo ha fatto grazie alla passione e alla forza della sua straordinaria cultura cinematografica. Lascia un grande vuoto e non va dimenticato» afferma Paolo Damilano, Presidente della Torino Film Commission.

Gianni Rondolino è stato il fondatore del Festival Cinema Giovani, diventato poi il Torino Film Festival, e ha cresciuto tantissime personalità della cultura cinematografica locale e nazionale; tra i tanti ricordiamo Alberto Barbera, critico cinematografico ed ex-direttore del Museo Nazionale del Cinema, Steve Della Casa conduttore del programma radiofonico Hollywood Party, Roberto Turigliatto, curatore di Fuori Orario per Rai3 e storico fondatore del cineclub torinese Movie Club, Daniele Gaglianone, regista di rilievo internazionale e Giulia Carluccio e Giaime Alonge, attualmente docenti di cinema al DAMS di Torino, a cui spetta l'importante compito di raccogliere l'eredità di un grande insegnante che ha saputo credere nella settimana arte, nei suoi studenti e nei giovani.