Acuerdo: la rivoluzione del giornalismo

Articolo pubblicato il 15 novembre 2013
Articolo pubblicato il 15 novembre 2013

Idoia Sota dirige da un anno Acuerdo, un nuovo media digitale in 3 lingue basato sull'esplorazione di nuove forme narrative. Attualmente più di 20 professionisti da tutto il mondo collaborano al progetto. Intervista per capire il major journalism.

Con una redazione divisa tra Madrid e Londra, Acuerdo è il nuovo media online del momento. Nato grazie a una campagna di crowdfunding con la quale sono stati raccolti più di 50.000 euro, ha diverse ambizioni: diventare un sito che promuove l'interazione tra giornalisti e lettori, sviluppare nuovi stili e pubblicare reportages. Intervista con Idoia Sota, editrice di Acuerdo.

Cafébabel: Cosa è Acuerdo? Che novità propone?

Idoia Sota (IS): Acuerdo è il mezzo digitale ideale per tutti coloro che offrono reportages e inchieste di qualità presentandole nelle forme narrative del XXI secolo: formati multimediali e interattivi che i lettori possano esplorare per crearsi la propria opinione. La tecnologia oggi può offrire informazioni a partire da più punti di vista e creare progetti giornalistici unici. Questo è proprio quanto si propone Acuerdo; siamo come cacciatori di perle: offriamo reportages di alta qualità ogni 15 giorni. Reportages a cui partecipano in media 6 giornalisti che si trovano sul posto.

Cafébabel: A che pubblico si rivolge? Chi sono i "pissed off readers"?

IS: Un "pissed off reader" può essere chiunque abbia l'impressione che, a dispetto dell'enorme quantità di titoli, fotografie, opinioni, blogs, tweets, video, informazioni e notizie che sono a disposizione online e su carta, manchi qualcosa. E questo qualcosa può essere la qualità, l'inchiesta (in Spagna, spesso chiamiamo giornalismo d'inchiesta ciò che è già stato filtrato e censurato, nda.), o forme narrative innovative. Si trova qualcosa di simile nei reportages pubblicati dal New York Times o dal The Guardian

Cafébabel: Uno dei progetti su cui si concentrerà Acuerdo è il data journalism. Qual'è il potenziale di questa forma di giornalismo?

IS: Il data giornalismo non è che un'evoluzione del giornalismo di precisione (o giornalismo informatico). Sfrutta le enormi quantità di informazioni che la tecnologia attuale ci permette di processare. Inoltre, chi si occupa di data giornalismo favorisce il dibattito intorno a temi fondamentali come la trasparenza delle istituzioni amministrative e il diritto di accesso ai dati che riguardano la gestione delle risorse pubbliche, da parte dei cittadini. 

Cafébabel: Cosa intendete invece per "major journalism"?

IS: Il "major journalism" è sinonimo di buon giornalismo. Nonostante i media e i giornalisti si dimentichino la loro vera funzione in troppe occasioni, Acuerdo vuole recuperare il meglio del giornalismo. Vi sono molti esempi provenienti da diversi Paesi. Il New York Times mostra in che modo oggi si possano presentare le informazioni al pubblico in maniera innovativa. Per quanto riguarda le nuove forme narrative si possono citare i reportages pubblicati dal The Guardian, le funzioni interattive che Wired propone ai suoi lettori. Altri buoni esempi sono le inchieste del The National Film Board of Canada che produce documentari web impressionanti su vari temi sociali, opppure i diari di data giornalismo che si trovano su La Nación de Costa Rica La Nación de Argentina

Cafébabel: Presentate il fumetto come un nuovo stile giornalistico e pubblicate i lavori di Joe Sacco. Che risultati ha dato la collaborazione con questo autore?

IS: Quando Joe Sacco è venuto in Europa per presentare La Grande Guerra, pubblicata dal The Guardian, ne abbiamo approfittato. Abbiamo colto l'occasione per farlo conoscere a molti appassionati di fumetti e il successo è stato immediato. Il contatto con i lettori mi ha confermato che stiamo facendo un buon lavoro. Anche a lui piace il nostro progetto. È una grande occasione per entrambi: per noi è un investimento, mentre lui ha l'occasione di lavorare con un gruppo di giovani giornalisti, per la maggior parte spagnoli, che non conosceva e che lo aiutano a entrare in un mondo nuovo, quello del digitale.

Cafébabel: Come è nato il lavoro sulla pirateria nell'Oceano Indiano di Daniel Campos che avete pubblicato sul blog?

IS: Daniel ha proposto il suo reportage dopo che aveva effettuato un viaggio nella regione. È riuscito ad avere accesso a delle informazioni che descrivevano la pirateria marittima come un commercio internazionale da cui trae profitto soprattutto il mondo occidentale.