Acqua della vita

Articolo pubblicato il 09 luglio 2008
Articolo pubblicato il 09 luglio 2008
Gli amanti dell’acqua non sono sempre come si pensa

Due H, una O e soprattutto un mistero che avvolge questo liquido limpido che Aristotele descriveva già come uno dei quattro elementi con il fuoco, la terra e l’aria. Fonte di vita, di guarigione, simbolo della trasparenza, l’acqua non ha solo un significato spirituale: può anche essere legata all’alcool.

Scavando un po’ dietro le parole e la loro origine, scopriamo per esempio che la vodka pura rinvia letteralmente alla “piccola acqua” di patata (“voda” in russo o “woda” in polacco). E quando un polacco e un tedesco bevono la vodka come se fosse acqua, il tedesco, che non avrà potuto sopportarla, dovrebbe atterrare logicamente sotto la tavola!

Forse entrambi avrebbero dovuto accontentarsi di un buon mezzo litro di birra o di un bicchierino di whisky, la “piccola acqua” scozzese (“uisge” o “uisce” in irlandese). Ma per bere questa bibita, bisogna “mit allen Wassern gewaschen sein ” (“averne viste tante”), come dice il buon marinaio tedesco dopo avere vissuto molte esperienze. Da parte sua, lo spagnolo turbato grida già “Agua, agua!” (“Acqua, acqua!”), comunicando così al suo compagno l’imminente necessità di prendere il largo.

Gli europei insulari, fedeli a sé stessi, buttano giù senza sforzo un doppio whisky, che è “water off a duck’s back” (“acqua che scivola giù liscia come fosse sulle piume di un’oca”). Ovvio, no? E il francese aggiunge: “cela coule de source!” (“è evidente, chiaro come l’acqua che cola dalla sorgente”). Sempre ottimista, quest’ultimo beve una “eau de vie” (“acqua della vita”) come un liquore di alchimista che dovrebbe assicurargli una lunga vita. Ma un bicchiere di troppo e dovrà moderare il suo entusiasmo e mettere dell’acqua nel suo vino!

L’italiano, che ispeziona disperatamente il fondo del suo bicchiere, non ci ha scoperto che dell’acqua tiepida (“hai scoperto l’acqua calda”). Detto altrimenti: niente di nuovo! Tutto ciò ricorda Goethe e il suo celebre poema intitolato L’apprendista stregone, nel quale la magia provoca un’inondazione: “Signore, la miseria è grande e io grido: gli spiriti non mi lasceranno mai in pace!

Dopo una notte di festa passata a gustare vari tipi d’acqua, niente di meglio che un bel bicchiere d’acqua, quella vera questa volta, l’indomani mattina!