Accountability, accountability, accountability

Articolo pubblicato il 30 maggio 2005
Articolo pubblicato il 30 maggio 2005

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L’Europa del No sarà costretta ad imparare l’inglese. Per offrire una alternativa finalmente democratica all’impasse della Costituzione europea.

United Colors of France: quanti colori ha il No della Francia al trattato costituzionale europeo? Sinistra e destra, liberali e antiliberali, pacifisti e rivoluzionari, nazionalisti e federalisti, estremisti e moderati, vecchi e giovani, laici e religiosi, donne e uomini. Non si era mai visto un fronte politico tanto trasversale ed eterogeneo. Da Jean-Marie Le Pen ad Attac quasi mai nella storia europea esperienze politiche e culturali tanto diverse ed apparentemente contradditorie si sono trovate d’accordo sulla stessa posizione.

United Colors of France

Ma il mondo complesso degli “United Colors of France” non sarebbe mai riuscito a vincere soltanto sulla base di una agenda tutta nazionale, tutta patria, tutto nazionalismo. La vittoria del No è la vittoria innanzitutto di un malessere diffuso nella società francese – ed in tutta Europa – nei confronti di un “modello europeo” in cui al costo sociale della disoccupazione più stantìa del mondo non corrisponde il beneficio della democrazia. E’ la sconfitta di un mondo in cui l’agenda politica dell’Europa non è decisa – come accade nel sistema federale degli Stati Uniti – da un voto democratico, ma da un intreccio di livelli decisionali in cui è impossibile rintracciare la responsabilità politica di chi governa. E’ la sconfitta anche di elites politiche europee che si sono dimostrate – come spesso accade – più timide e più arretrate delle rispettive opinioni pubbliche.

Non basta un voto per rifare l’Europa

Ma – attenzione! – la vittoria del malessere attuale non si tradurrà necessariamente in una marcia verso il benessere futuro. Un voto non basta a rimettere la costruzione europea sulla giusta carreggiata: il processo iniziato a Parigi va avviato sul binario della rettifica di questa Costituzione europea evitando di commettere di nuovo gli errori del Presidente della Convenzione che l’ha redatta, Giscard d’Estaing.

Voglio una Costituzione di 7 articoli

E allora se nuova Convenzione ci sarà, che sia eletta democraticamente e non nominata per cooptazioni dai governi e dai parlamenti. Se un nuovo testo costituzionale dovrà essere scritto, che non sia una semplice fotografia dell’esistente, ma dia una missione all’Europa. Se nuovi testi costituzionali dovranno essere inviati ai cittadini, che non siano più lunghi della Costituzione americana (di soli 7 articoli). Se una nuova coabitazione andrà trovata tra Bruxelles e le capitali nazionali, si preferisca una netta separazione delle competenze al vago principio di sussidiarietà. Se un nuovo metodo decisionale dovrà essere individuato, si scelga la democrazia federale. Se un nuovo referendum dovrà essere organizzato, che sia una consultazione paneuropea e non una cosa fatta in casa, tra francesi e francesi.

Non è il ritorno alla Nazione ed il ritorno ai vecchi tempi del franco ad aver vinto. E’ stata la consapevolezza dei limiti di questa Europa ad aver affossato per sempre la Costituzione di Giscard: e sarà solo tornando in Europa con più federalismo e più democrazia che si potrà finalmente superare la crisi aperta a Parigi.

Accountability, accountability, accountability: solo così gli United Colors of France contribuiranno agli United States of Europe.