Aborto in Spagna: perché il governo si tira indietro

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 03 ottobre 2014

La Spagna abbandona il rigido progetto di legge relativo all’aborto, che minacciava la salute, la dignità e la vita di donne e ragazze. Perché il governo rinuncia all’improvviso e perché proprio ora? I retroscena di una ritirata necessaria.

Domenica ha piovuto a Madrid. Non succede spesso. Di solito, questo basta a scoraggiare quasi tutti dal mettere il naso fuori dalla porta. Ma domenica c’era qualcosa da festeggiare.

Siamo a metà settembre. Si diffonde tra i media la voce che il progetto di legge volto a limitare l'accesso all'aborto sarà accantonato – e dire “limitare” è un eufemismo. Questo progetto nasceva dal Ministro della Giustizia, Gallardon, estremamente conservatore e cattolico. Il 23 settembre, il Primo ministro spagnolo Mariano Rajoy conferma l’informazione e Gallardon non solo rassegna le proprie dimissioni, ma si ritira completamente dalla vita politica.

Un calcolo elettorale

Da subito, il progetto crea tensioni interne al Partito Popolare. Al seguito dell'ex sindaco di Malaga, Celia Villalobos, un ramo del partito si oppone a quello che da molti è considerato un capriccio di Gallardon. Ovviamente, a sua volta, l’opposizione si dichiara indignata. In molte parti d’Europa si condanna il progetto di legge retrogrado e le strade principali delle città spagnole si riempiono con regolarità di un mare di viola, il colore del femminismo.

Come ovunque, i politici spagnoli sono dipendenti dai sondaggi. L’opinione pubblica è decisamente contro la legge, anche tra i simpatizzanti di destra, e dopo aver perso più di due milioni di voti durante le ultime elezioni europee, i governi in Europa ci pensano due volte prima di avanzare misure impopolari. Non è mai stato così chiaro: questa è la riforma di una minoranza che vuole imporre la proprio ideologia ad una larga maggioranza. 

Domenica, durante la Giornata internazionale per la depenalizzazione dell’aborto, grida di vittoria si sono unite a quelle di avvertimento. Perché la ritirata non è stata completa: Rajoy vorrebbe rendere obbligatorio il consenso dei genitori in caso di aborto di minori e intende sottoporre il testo al Tribunale costituzionale spagnolo, spostando il dibattito in campo giuridico. Secondo un recente sondaggio, questa volta la misura è sostenuta dal 64% della popolazione.

Questo progetto di legge porterà comunque alcuni risultati positivi. Ha dimostrato agli spagnoli che la voce della strada può ancora farsi sentire. Ha riunito diverse generazioni di femministi: quelle e quelli dell’epoca franchista e del periodo degli Indignados. Ha consolidato un movimento, pronto per le prossime battaglie. Infine, ha reclutato nuovi membri, forse persino tra coloro che non credevano più alla necessità del femminismo.