"Abbiamo gridato 'Siria libera' in tutte le lingue del mondo"

Articolo pubblicato il 05 giugno 2012
Articolo pubblicato il 05 giugno 2012
Nato in Siria, cresciuto in Italia, maturato viaggiando in giro per l'Europa, Mudi Khallouf ci racconta da Bruxelles le ragioni della nuova rivoluzione siriana.

cafebabel.com: Il mondo ha guardato sbalordito le immagini del massacro di Houla. Come pensi che si evolverà la situazione?

Mudi Khallouf: il nostro popolo è vittima di ogni tipo di violenza da parte delle forze comandate dal presidente Bashar al-Asad, per provare orrore basta guardare i filmati apparsi su youtube. Le immagini cruente non fanno cambiare idea ai diplomatici degli altri paesi, che accettano che sia oppresso un popolo che dopo tanti anni, con coraggio, esce allo scoperto e lotta per un futuro migliore e per una società meno corrotta e povera rispetto a quella delle generazioni precedenti. La democrazia nascerà solo dopo la caduta della dittatura e del monopolioalawita sulla vita sociale, economica e politica. Ce la faremo? Non lo so. La storia non lascia spazio all’ottimismo, e per una valutazione più completa bisognerebbe avere notizie dirette. I miei parenti, invece, anche quando parlano al telefono, sono molto reticenti, parlano solo di fatti privati. Io penso che siano impauriti. Si spera che dopo la morte di quasi 15.000 civili (Mudi fa riferimento alle statistiche di questo sito) il mondo intero si impegni a trovare una soluzione per fermare tutto questo.

cafebabel.com: la stampa internazionale ha messo sotto i riflettori la moglie inglese di Bashar al-Asad, Asma al-Asad. Da siriano in Europa, come ti fa sentire?

Mudi Khallouf: se si prova a fare una ricerca sulla first lady siriana, si trovano soltanto informazioni positive; per esempio che ha appoggiato molti eventi culturali, che ha ricevuto una laurea honoris causa in archeologia dall'università La Sapienza di Roma, che ha lottato per i diritti della donna, si è occupata dell'educazione femminile nel mondo arabo, ha aiutato la diffusione della cultura e lo sviluppo dell'informazione e molto altro . L'immagine della donna perfetta e attenta alle esigenze del suo popolo si è però dissolta all'improvviso, ed è comparsa quella di una first lady che appoggia un regime totalitario e assassino. Io, come del resto tutti i siriani, non posso che essere sdegnato da una parte, e sentirmi preso per i fondelli dall'altra.

cafebabel.com: tu sei attivo politicamente. Cosa pensi ti accadrebbe qualora tu ritornassi in Siria?

Mudi Khallouf: all’inizio con scarso entusiasmo, poi sempre più convinto, mi sono unito alle molte persone - siriane e non - che si sono impegnate per infrangere il silenzio internazionale sulla strage in Siria. Abbiamo urlato “Siria libera!" in tutte le lingue del mondo, per inviare un messaggio destinato a chi ci ignorava. Se lottare per il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo, soprattutto nella propria terra d’origine, è un’azione politica, allora posso confermare di essere attivo politicamente.Non saprei di preciso cosa mi succederebbe se, trovandomi in questo momento in aeroporto in Siria, la polizia venisse a sapere che sostengo idee liberali e contro il partito, critiche che in passato i miei amici in Siria si rifiutavano di sentire e discutere per paura di essere imprigionati. Sicuramente non mi accoglierebbero con un sorriso.

cafebabel.com: cosa vorresti che cambiasse nel tuo paese di origine? E cosa pensi che l'Europa possa fare nei confronti del tuo paese?

Mudi Khallouf: inizialmente vorrei che cambiasse il cosiddetto governo dittatoriale sperando che sia spazzato via come è successo al fascismo e al nazismo, e successivamente si programmi un cammino verso l'ordine, l'industrializzazione, la modernizzazione dello stato. Nella vita ho sempre cercato di essere ottimista e di cogliere gli aspetti positivi delle varie situazioni. Essendo cresciuto in un’Europa dove la vita quotidiana è principalmente caratterizzata da ordine e legalità, mi accorgo ogni volta che ritorno in Siria, per passare le vacanze estive, di ritrovarmi in un altro mondo, dove le persone accettano come normali e inevitabili corruzione e disordine. La rivoluzione in Siria è scoppiata improvvisamente; nel passato non si manifestava, anche se mancavano servizi essenziali come acqua e elettricità.

cafebabel.com: che cosa potrebbe fare l’Europa per il tuo paese?

Mudi Khallouf: l’Europa può fare poco, sia perché è concentrata sui propri problemi economici, sia perché il suo peso politico in Siria è ancora irrilevante. In una Siria libera, un aiuto europeo potrebbe accelerare lo sviluppo dei punti di forza del paese, che fino ad oggi sono stati trascurati, come l'uso di energia verde, il turismo e l'agricoltura. La Siria, come dimostra la sua storia, è sempre stata un crocevia di diverse culture e quindi è ben disposta ad accettare nuovi apporti per il suo sviluppo.

Foto di copertina e nel testo: © Bibbi Abruzzini. Video: euronewsit/youtube e nibrasD/youtube.