AAA Cercasi scrittore per tour europeo

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2007
Articolo pubblicato il 04 gennaio 2007
4 festival letterari, 5 scrittori di nazionalità diverse, 5 racconti, 1 solo tema. Zoom su Scritture giovani.

Cercasi poeta o romanziere 32 anni max. con almeno un’opera mai tradotta all’attivo per tour letterario europeo. Destinazione Mantova, Berlino, Hay-on-Wye e Molde. Questo l’identikit degli scrittori che partecipano al progetto ScrittureGiovani lanciato dal Festivalletteratura di Mantova grazie al Programma Cultura 2000 dell’Unione europea e al sostegno di Illycaffè. «Un evento atteso dal nostro pubblico ed un’occasione per i ragazzi di farsi conoscere all’estero», spiega Marella Paramatti, membro della segreteria del celebre festival italiano. «Ogni festival sceglie in proprio l’autore che parteciperà al progetto» puntualizza. Oltre ai quattro prescelti va aggiunto un quinto scrittore, proveniente da un paese europeo esterno alla cerchia degli organizzatori.

Rachel Trezise ha partecipato nel 2002. E nel 2006 ha vinto il Dylan Thomas

L’iniziativa impegna cinque autori nella scrittura di un breve racconto. Nell’edizione 2006 il tema è stato “Casablanca”. Ognuno scrive nella propria lingua e vede tradotto il proprio racconto nella lingua degli altri festival partecipanti (leggi i racconti). In seguito sono previsti reading per incontrare il pubblico europeo e confronti con autori già affermati.

«Per gli autori è una cosa pazzesca: ispirazione e contatti», racconta Kirsten Fuchs, berlinese presente all’edizione del 2006. Se per l’italiano Cristiano Cavina, compagno d’avventura della Fuchs, la sola partecipazione al Festival di Mantova andava oltre ogni suo «sogno più sfrenato», per Rachel Trezise, in seguito vincitrice del Dylan Tomas Prize 2006, con il libro Fresh apples, e partecipante all’edizione 2002 del festival mantovano, questo è «stato una fantastica opportunità far leggere i miei lavori ad un pubblico nuovo». Un’opportunità anche fortunata, visto che proprio durante la sua tappa italiana ha trovato un editore disposto a pubblicare i suoi scritti in Italia. Sensazioni contrastanti per la norvegese Ingeborg Arvola, edizione 2004: «Mi sentivo allo stesso tempo sia importante, perché eravamo lì, che poco importante, perché eravamo nomi sconosciuti tra grandi scrittori».

«Mi sento principalmente un narratore che scrive di argomenti comprensibili a tutti»

«È stata una fantastica opportunità per incontrare autori giovani provenienti da altri paesi e confrontare le esperienze», ricorda Angharad Price, anch’essa dal Galles e presente nel 2003. Una particolarità la contraddistingue: scrive in gallese. «Una scelta naturale, non dovuta a ragioni artistiche o politiche». Visto che è cresciuta in una regione che usa il gallese correntemente, e che solo durante gli anni dell’università ha iniziato a usare l’inglese quotidianamente. «Rendetela una lingua ufficiale! Ci sono lingue parlate da milioni di persone nell’Unione Europea che meritano di essere riconosciute». Questo il suo appello rivolto a Bruxelles.

Ma il locale emerge con forza anche nell’esperienza di Rachel Trezise, che porta dentro i suoi scritti le vicende della sua terra, la Rhonda Valley, che ha conosciuto una forte crisi successiva alla de-industrializzazione iniziata a partire dalla metà degli anni ottanta.

Anche Cristiano Cavina lega i suoi racconti ad eventi e luoghi che lo circondano. Così, nel suo immaginario, Casablanca non è la fascinosa città marocchina ma piuttosto una discoteca della Romagna Occidentale, terra in cui vive. Un problema per il pubblico europeo che si è trovato di fronte? Niente affatto. E aggiunge: « le persone incontrate erano diverse, ma capivano quello che scrivevo. Mi sento principalmente un narratore che scrive di argomenti comprensibili a tutti».

Ma quale immagine particolare portano con se i nostri giovani autori dopo quest’avventura? Angharad Price conserverà di quel 2003 «un ricordo indimenticabile ed un’esperienza formativa». Per Rachel Trezise è stata una felice opportunità lavorativa visto che il suo primo scritto ha venduto più in Italia che in Gran Bretagna. Ingeborg Arvola ricorda l’incontro con con Toni Morrison, Nobel per la letteratura nel 1993. Per lei ha abbandonato un appuntamento ufficiale e sebbene fosse «nervosa, timida, emozionata, e incapace di aprir bocca» è riuscita ad ottenere un autografo. Cristiano Cavina, tra il serio e il faceto, ricorda le norvegesi incontrate in un liceo e rimpiange di non essersi trasferito là per studiare quand’era più giovane. Mentre Kirsten Fuchs ricorda proprio il suo compagno d’avventura Cavina bere dell’acqua, ma in una tazza per l’espresso: così son tutti contenti, pure lo sponsor.