A “spasso” col velib

Articolo pubblicato il 22 maggio 2008
Articolo pubblicato il 22 maggio 2008
Se all’improvviso la vita a Parigi inizia  a sembrarvi noiosa, c’è sempre un modo per movimentarla con una esperienza che può farti rasentare la morte : il velib. Quando date un’occhiata al traffico parigino, soprattutto a quello delle caotiche rotonde di Bastille o Arco di Trionfo, saltare su una bicicletta e mischiarsi tra i motociclisti non è proprio la prima idea che vi viene in mente.
Nonostante ciò, una domenica di sole ho deciso di sfidare la sorte prendendo una delle nuove biciclette da città parigine. I  velib innervosiscono gli automobilisti da giugno dello scorso anno e diventano sempre più popolari. I velib ( la parola viene da velo= bicicletta e liberté= libertà) pesano senza esagerare 25 kili e non sono particolarmente piacevoli alla vista, forse la scelta del design è stata fatta per tenere lontani mani lunghe e cittadini disonesti.

Senza sofferenza non si ottiene nulla

Certo il velib non è per i tipi nervosi, richiede tutto il coraggio e sangue freddo possibili per guidare tra gli imprevedibili Francesi. Le macchine infatti non sono il problema principale da quando le strade Parigine contengono solo un’auto per carreggiata, e ciò lascerebbe un metro abbondante al ciclista,SE non ci fossero i  motociclisti.

“Rodies” , i motociclisti, sono dei tipi davvero strani che pensano di godere dello stesso status di qualsiasi altro biciclo, per il fatto che hanno la stessa taglia e si muovono entrambi. Nota bene: si muovono grazie a un motore ed è ciò che fa la differenza. Di fronte a questi mostri ruggenti ti senti come se stessi seduto su un guscio d’uovo che potrebbe rompersi al  minimo urto. Questi bufali non hanno né testa né cuore, ti tagliano brutalmente la strada e quando scatta il verde, schizzano via e divorano tutta la strada fino al successivo semaforo rosso solo per lasciarti soffocare con i loro gas.

Ma i  motociclisti non sono l’unica cosa a cui fare attenzione, anche i Parigini en pied causano alcuni problemi. Infatti la regola non scritta vigente a Parigi è che bisogna attraversare la strada senza minimamente guardare se stiano arrivando altri veicoli. Naturalmente quanto più improvviso e imprevedibile lo fai, meglio è.

Ma ne vale la pena!

Il velib è come una droga, una volta provato, ne vuoi sempre di più. Diventi dipendente dal campanellino del -fate largo oggetti a motore/umani- e dalla sfida di restare concentrato con tutte quelle luci del traffico e segnali di tutte le taglie e colori. Confrontato a questo sport estremo (ciclismo in velib), anche il più difficile videogame sembra un gioco da bambini.

Sfortunatamente, la metà del tempo i miei impulsi atletici sono inibiti da problemi tecnici; la mia carta di credito non funziona oppure non ricevo lo scontrino. Un altro problema è che la dipendenza da velib pare si stia propagando come una malattia per tutta Parigi. Quindi, se il sole splende,certo non troverai nessuna bicicletta nei paraggi, nonostante si stimino circa 200000 esemplari di velib circolanti per Parigi.

M a quando finalmente ti trovi su una bicicletta è fantastico: scopri Parigi in tutta la sua varietà con una piacevole brezza estiva che ti passa tra i capelli e la vita è meravigliosa.