«A Solana il premio Carlo Magno». Ed è subito polemica

Articolo pubblicato il 16 maggio 2007
Articolo pubblicato il 16 maggio 2007

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Il 17 maggio consegnato ad Aquisgrana il celebre premio per le personalità europee.

Da settimane le stelle non splendono solo sul cielo di Aquisgrana. Ma anche per le strade, su ogni colonnina pubblicitaria, dove brillano quelle della bandiera europea negli innumerevoli manifesti che annunciano il premio Carlo Magno. Quest’anno l’onorificenza sarà consegnata a Javier Solana de Madariaga, per il suo ruolo di Alto rappresentante della Politica estera dell’Unione Europea. Per Solana il riconoscimento è «più importante del premio Nobel». La più europea di tutte le onorificenze, nata da una iniziativa popolare, viene consegnata annualmente a persone o istituzioni che si sono particolarmente distinte «per l’Europa e la causa dell’unità europea», così come è avvenuto per gli illustri vincitori che si sono avvicendati nel tempo: Konrad Adenauer, Jean Monnet, Helmut Kohl o Bill Clinton.

Un evento per la città

Chi ha recentemente visitato Aquisgrana, antica sede della corte di Carlo Magno, avrà notato come tutto ricordi vistosamente l’Europa. Questo, tra l'altro, perché i 250.000 abitanti si preparano tutto l’anno per l’importante avvenimento. Cartelloni e annunci invitano al ciclo di conferenze "Memoria d’Europa" nelle quali prenderanno la parola personalità dai nomi altisonanti. Come se non bastasse, sono previste discussioni e mostre sul Vecchio Continente, sulla storia del premio e sullo stesso Carlo Magno, autentico mito europeo e “padrino” della manifestazione lanciata nel 1950.

I manifesti della kermesse presentano l’imperatore carolingio come il primo fautore dell’Europa unita. Un giudizio che crea polemiche, vista la sua indiscutibile ed efficace politica di potenza basata sul terrore e lo spargimento di sangue.

Ironia della sorte, anche molti contemporanei che hanno ritirato il premio sono stati oggetto di dure critiche per il loro operato politico. Nel 2005 alcuni cittadini di Aquisgrana si organizzarono per chiedere il ritiro del premio consegnato a Kissinger nel 1987. Il diplomatico statunitense fu dal 1969 al 1973 consigliere per la politica estera del presidente americano Richard Nixon e poi, fino al 1977, Ministro degli Esteri degli Usa. I contestatori lo misero alla berlina per l'atteggiamento controverso dimostrato durante il colpo di stato in Cile di Augusto Pinochet.

Anche la premiazione di Bill Clinton nel 2000 suscitò qualche critica locale. «Un anno prima di ricevere il premio Clinton è stato responsabile della guerra contro la Serbia, accusata del genocidio della popolazione kosovara» sottolinea con ironia Esther Knab, 24enne di Aquisgrana.

Ma c'è chi contesta Solana. Tra i cittadini di Aquisgrana

Un comitato cittadino ha colto lo spunto proprio della guerra in Jugoslavia del 1999 per protestare contro la decisione di premiare l’Alto rappresentante per la Politica estera europea. All’epoca Solana era Segretario generale della Nato e per questo è giudicato corresponsabile della scelta dell'intervento umanitario. Ed è sulla base di quella esperienza che il diplomatico spagnolo sostiene, secondo il comitato, una «futura militarizzazione della politica estera europea», altra posizione che suscita malumori.

Al contrario, la direzione del Premio Carlo Magno vede nel diplomatico spagnolo un mediatore al servizio dell’Ue «in tutte le grandi aree di conflitto del mondo», compresi i Balcani. Per lei questo impegno e la sua «impressionante biografia» fanno di Solana un degno candidato al premio. Anche il sindaco di Aquisgrana, Jürgen Linden, lo considera un «abile lavoratore dentro la casa europea». E ricorda il ruolo di questo 65enne ex professore di fisica nel promuovere le iniziative dell’Europa per la pace nel mondo.

Una valutazione che gli attivisti della contestazione "No al Premio Carlo Magno a Solana" di certo non sposano. A marzo hanno pubblicato un annuncio sul giornale locale in cui dichiaravano che il premio non sarebbe stato consegnato in loro nome.

Ma le opinioni divergono. «Con Solana hanno scelto l’uomo giusto» dice convinto il 35enne Christian Helmich. «Il suo lavoro richiede che si spenda con tenacia e perseveranza per il progetto europeo. Non capisco le critiche».

Non c'è che dire. A più di un millennio di distanza, Carlo Magno fa ancora discutere gli abitanti di Aquisgrana. Che, così facendo, favoriscono il dibattito sull'Europa.