A Nantes, gli studenti fanno la spesa a 1 euro!

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 09 febbraio 2011
Latticini, frutta e verdura, carne, salumi, barattoli di conserve… generi alimentari sani ed equilibrati che lo studente non cerca mai al supermercato - dove piuttosto compra pasticcini e dolci al burro, per colpa delle scarse finanze - venduti al prezzo simbolico di un euro. Dove? Al mercato dell’Associazione Solidale degli Studenti Francesi (ASEF).
Da 10 anni, questo gruppo di studenti di Nantes colloca la dieta equilibrata tra i diritti fondamentali degli studenti e, ogni giovedì, il mercato solidale si riempie. Reportage.

Il giovedì è giorno di mercato per i volontari dell’ASEF. Tutte le settimane l’associazione organizza una distribuzione di generi alimentari destinata agli studenti. Il principio è semplice: con un euro di offerta simbolica e una borsa capiente per trasportare le provviste, tutti gli studenti possono presentarsi al mercato dell’ASEF. Circa 200 persone passano da qui ogni settimana e tornano con una borsa piena di viveri che in un supermercato costerebbe almeno una ventina di euro.

Un risparmio di circa 80 euro al mese

Il mattino una squadra di volontari si reca alla Banca Alimentare di Nantes (dove ogni giorno vengono depositati gli alimenti esclusi dalla vendita ma non ancora scaduti, ndr) per riempire un camion di derrate. Le merci sono poi trasportate presso la sede dell’associazione, l’autorimessa di un campus universitario messo a disposizione dal CROUS (Centro Regionale delle Opere Universitarie e Scolastiche). È qui che si organizza il mercato.

Mancano pochi minuti alle 17, orario d’apertura del mercato, e una decina di volontari si danno da fare all’interno del locale per allineare gli yogurt, impilare i cartoni del latte o posizionare le casse di frutta sui tavoli. All’esterno, una quarantina di studenti attendono tranquilli. Sono diverse le ragioni che spingono gli studenti a frequentare questo mercato speciale. Per alcuni, le borse di studio sono insufficienti, per altri, sono inesistenti. Alcuni vengono all’appuntamento ogni giovedì, altri solo occasionalmente.

In testa alla coda, Amandine, studentessa francese di 22 anni iscritta in Scienze naturali, discute con Nawel, algerina. Per le due giovani, i mercati dell’ASEF sono una vera e propria fonte di sostentamento. Amandine deve arrangiarsi con 460 euro al mese, ben poco. Su consiglio dell’assistente sociale dell’Università, ha scoperto il mercato solidale a inizio anno e lo frequenta assiduamente tuttora. In questo modo, per gli alimentari, risparmia circa 80 euro al mese. Inoltre Amandine può usufruire dell’accordo concluso tra l’associazione e gli assistenti sociali. L’ASEF, è vero, apre i suoi mercati a tutti gli studenti, senza criteri di reddito. Tuttavia gli studenti più economicamente svantaggiati possono presentare un documento rilasciato dall’assistente sociale al fine di ottenere viveri supplementari. (ci vorrebbe anche in Italia! ndt)

Per gli studenti stranieri è una questione di sopravvivenza

Gli studenti stranieri che si presentano alla sede dell’ASEF sono numerosi. Vengono dal Perù, come Yaen ed Elisabeth, dalla Cina, come Yuchen, o ancora dalla Costa d’Avorio, come Richard o Varlene. Quando il sostegno economico della famiglia o del Paese d’origine è scarso o inesistente, mangiare diventa complicato.

Con un euro, si fa la spesa!Trentaquattro anni, Richard è venuto a Nantes per completare la sua formazione in odontoiatria con l’obiettivo di andare a insegnare ad Abidjan. Senza borsa di studio, vive con 400 euro al mese, ovvero il suo stipendio di custode del campus universitario. Riceve anche un aiuto di 130 euro dal CAF (Fondo di Sussidio Familiare per l’alloggio), ma ciò non basta a mantenere una corretta alimentazione. Così, grazie alle provviste dell’ASEF, Richard, che è definito dai suoi amici un gran mangione, va avanti 2 o 3 giorni. Varlene invece ha 24 anni ed è arrivato dalla Costa d’Avorio nella “città dei duchi di Bretagna” quattro mesi fa, per seguire un corso in contabilità. Sta vivendo un brutto periodo: le borse che doveva ricevere dallo Stato ivoriano non sono state versate e i suoi risparmi diminuiscono di giorno in giorno. Questione d’amor proprio, preferiva non chiedere il sostegno dell’associazione, ma oggi, come dice lui stesso, il suo obiettivo non è più mangiare equilibrato bensì semplicemente mangiare. Quella sera tornava per la terza volta al mercato dell’ASEF e l’aiuto dell’associazione è senz’altro prezioso.

Più domande… più volontari!

Gli studenti che vengono all’appuntamento del giovedì sono sempre più numerosi. Secondo Cécile, segretaria dell’associazione, i mercati accolgono in media 200 studenti, con affluenza minore durante le vacanze e i periodi d’esame. Questa studentessa di sociologia partecipa da circa 5 anni alle attività dell’associazione. Spiega che il numero degli studenti che si presentano al mercato non ha cessato di aumentare negli ultimi anni. Per Cécile, tale aumento non è necessariamente sintomo di un peggioramento delle condizioni di vita studentesca: bisogna considerare la sempre maggiore popolarità dell’associazione. L’ASEF ha già degli imitatori e in altre città sono stati creati mercati analoghi. Per Cécile la chiave del successo è il volontariato, un’attività che forma e arricchisce chiunque vi dedichi un po’ del suo tempo.

Foto: per gentile concessione dell'associazione Asef