A Bruxelles, gli indignati europei si cercano

Articolo pubblicato il 06 giugno 2011
Articolo pubblicato il 06 giugno 2011
Qualche tenda, una cucina all'aria aperta, alcuni vecchi divani, degli striscioni appesi agli alberi che inneggiano alla "vera democrazia adesso!
" e che invitano, in quattro lingue, ad aggiungersi in strada: da venerdì, seguendo le orme della protesta spagnola che vede coinvolta oggi tutta l'Europa, les indignés di Bruxelles hanno piazzato un accampamento pacifico in Place de Moscou, nel quartiere di Saint-Gilles. C'erano tra circa 400 persone presenti all'assemblea popolare di sabato sera.

La capitale d'Europa vibra secondo il ritmo della rivoluzione spagnola. Da una decina di giorni, dei giovani studenti spagnoli hanno iniziato ad organizzare assemblee popolari non lontano dalla loro ambasciata.

L'assemblée a lieu dans le quartier de St-Gilles pour toucher un public concerné

"La situazione belga è meno stabile di quanto si possa pensare"

"Inizialmente il nostro scopo era soprattutto quello di dimostrare solidarietà per la resistenza pacifica che si organizza in questi giorni a Madrid, Barcellona e Valencia", ci raccontano Salva e Julian, due iniziatori del movimento. Ma abbiamo ben presto capito che non potevamo concentrarci solo su quello che stava succedendo nel nostro Paese. Durante la prima assemblea (venerdì 20 maggio) eravamo 700 persone. C'erano degli spagnoli ma anche persone di molte altre nazionalità: c'erano dei belgi, dei portoghesi, degli italiani... Abbiamo scoperto che la situazione belga è meno stabile di quanto pensavamo inizialmente, che ci sono dei problemi simili per quanto riguarda l'occupazione, la disoccupazione e la precarietà. E inoltre qui ci sono molti immigrati, siamo al centro d'Europa con delle istituzioni che influiscono sulla vita di 500 milioni di persone. Era importante quindi allargare il dibatitto e aprirsi alle altre persone". Basta dare uno sguardo alla grafica realizzata dal sito di Radio France Internationale sui "debiti e deficit pubblici dell'UE" per constatare che il debito pubblico belga supera quello portoghese e quello spagnolo... Venerdì scorso quindi hanno fatto rotta verso Saint-Gilles, un quartiere conosciuto e multiculturale di Bruxelles per " superare i tratti esclusivamente spagnoli e coinvolgere gli altri cittadini".

Tra ideali e pragmatismo si cerca il movimento

La scommessa sembra riuscita visto che questo sabato circa 400 persone sono venute ad assistere all'assemblea popolare che si è tenuta alle 19 all'accampamento che ha occupato Place de Moscou. A turno, alcuni uomini e donne, giovani e meno giovani, di origini diverse, vengono a parlare per qualche minuto delle loro preoccupazioni; a mo' di tribuna vengono utilizzati un tavolo minuscolo e un megafono recuperati per strada. Applausi e commenti completano le proposte degli oratori, a volte intimiditi che, a volte denunciano il capitalismo e i suoi effetti sulla povertà e sulle ineguaglianze sociali, altre invece inducono alla riflessione sugli scopi politici dello stesso movimento les Indignés. A volte le domande sono più pragmatiche: "Come organizzeremo il post-accampamento, lo smaltimento dei rifiuti, i bagni?". "Bisogna che anche noi iniziassimo a comunicare con chi abita vicino la piazza e non capisce cosa stiamo facendo qui" , afferma con irritazione una giovane ragazza.

I discorsi che seguono fanno scoprire che la maggior parte dei cittadini che sono vicini agli spagnoli sono già impegnati in tipi di lotte diverse: il diritto per una casa, contro la povertà, contro i centri di accoglienza chiusi o la privatizzazione dei servizi pubblici. Ci sono anche dei giovani membri dei partiti di estrema destra, come Aurélie che è iscritta al PTB – Parti des Travailleurs Belges (Partito dei Lavoratori Belgi) e che è appena tornata da Madrid, dove era andata a trovare gli indignati della piazza Puerta del Sol. Tutta la forza e la fragilità di questo movimento sta per nascere proprio lì, nella diversità delle motivazioni e delle opinioni che compongono quest'assemblea dalle diverse sfaccettature. Le domande si fondono, le idee si scontrano: la finalità dell'azione deve essere solo l'accampamento o deve andare più lontano? Bisogna davvero eliminare ogni collegamento al sistema politico e allo schieramento tradizionale destra-sinistra? Il dibattito va avanti, ma si svolge comunque sempre in un'aria di tranquillità e buonumore.

Riprendere i contatti con l'agorà greca

"Discutere tra cittadini nello spazio pubblico, è questa l'essenza della vera democrazia", commentano Salva e Julian. "Si torna ai principi delle origini, quelli del forum, dell'agorà, inventati dai antichi greci. Sperimentiamo concretamente un potere che non abbiamo mai perso". Un altro manifestante della piazza riassume acutamente la situazione: "Il movimento è un sistema complesso, come un organismo vivente che cresce". Poco a poco sembra emergere una struttura. Il gruppo si divide così in commissioni diverse, incaricate di ripresentarsi all'assemblea con delle proposte concrete. Alcuni si occupano della comunicazione, altri del contenuto, altri ancora dei problemi logistici. La quarta commissione invece è incaricata di intrattenere i rapporti con i movimenti che sono scesi in piazza nel resto del Belgio, specialmente a Liegi, e in altre città. Si parla anche della redazione di un manifesto, come quello realizzato dagli occupanti della Puerta del Sol a Madrid.

Foto © Amélie Mouton