A Bologna monta la protesta degli asili nido: “I servizi per l’infanzia vanno potenziati, non tagliati”

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 18 febbraio 2011
Era questo uno degli slogan della manifestazione di martedì scorso 15 febbraio, che nel pomeriggio ha bloccato la circolazione all’altezza di Viale Filopanti. La ragione della protesta è il possibile cambio di gestione di otto asili nido cittadini, dopo un periodo di necessaria chiusura per ristrutturazioni.

Al di là della pausa per lavori però, ciò che preoccupa un po’tutti, operatori dei nidi e genitori dei bambini, è la possibilità che dopo la riapertura gli spazi pubblici siano affidati a cooperative private. La protesta di martedì è stata sorretta dall’unione sindacale di base e ha contribuito ad richiamare l’attenzione della cittadinanza sul problema, ma non sarà certo l’ultima. I timori degli organizzatori sono di tipo economico, ma anche educativo e psicologico: se un passaggio alla gestione privata fa subito pensare a rette più alte e una maggiore rigidità di gestione, di certo la sostituzione delle “dade”, a cui molti bambini sono già abituati, suscita altrettanta preoccupazione. Senza dimenticare che un affidamento delle strutture a privati ridurrebbe sensibilmente il numero dei posti in asili nido pubblici. Un altro problema sarebbe poi la diminuzione del rapporto numerico adulti/bambini all’interno delle strutture; passando da un educatore ogni 7 bambini, ora la media, a un educatore ogni 8/9, si rischia un peggioramento del servizio e una minore attenzione alle esigenze di ognuno. Il Comune ad ogni conto nega la versione dei sindacati: in una nota diffusa martedì ha chiarito che molti dei dati che gli organizzatori della protesta danno per scontato sono in realtà solo “analisi e valutazioni propedeutiche all’assunzione di decisioni”.

È prevista una seconda giornata di mobilitazione per oggi, venerdì 18 febbraio, con una fiaccolata che partirà alle 17:30 da piazza Re Enzo.