9 maggio, Festa dell'Europa: si accettano ospiti

Articolo pubblicato il 07 maggio 2013
Articolo pubblicato il 07 maggio 2013
L'Europa? Me la immagino come una signora elegante, con i capelli grigiastri, ben vestita, dal cuore caldo, una anziana donna acculturata che ama invitare i suoi amici a cene raffinate. I suoi figli le organizzano una festa di compleanno, il 9 maggio - ma chi c'è sulla lista degli invitati? C'è ancora un motivo per festeggiare oggi?

Il 9 maggio 1950, un ministro degli esteri francese è diventato l'architetto di quello che oggi chiamiamo Unione Europea. Robert Schuman ha proposto la sua idea di integrazione cinque anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. L'8 maggio 1945, la Wehrmacht dichiara la capitolazione del Reich tedesco - il 9 maggio finisce la guerra in Europa. La data ha assunto importanze diverse nei vari paesi europei. Ad esempio, in Francia e nella Repubblica Ceca, l'8 maggio è il giorno della liberazione, nonché un giorno festivo. In Germania, ci sono voluti 40 anni prima che la parola 'liberazione' tornasse ad essere usata per tale ricorrenza. Russia e molti altri paesi dell'ex Unione Sovietica festeggiano il 9 maggio (il giorno in cui la capitolazione è stata annunciata) come 'Giorno della Vittoria' - in relazione al quale sembra corretto affermare che non vi fosse nulla di simile alla libertà per l'Ucraina, la Bielorussia e tanti altri paesi dell'Europa orientale nel 1945.

Crisi

Oggi la sensazione di fare parte dell'Unione non è più simile a una festa, bensì al 'mattino dopo'

Proprio come 'giorno della liberazione' e 'Giorno della Vittoria', la denominazione 'giornata dell'Europa' ha un punto di vista limitato. La celebrazione sembra esserci solo per coloro che fanno parte dell'Unione Europea. Le istituzioni - la Commissione, il Parlamento e il Consiglio - e i 27 stati membri la utilizzano per celebrare soprattutto se stessi. L'Unione Europea è cresciuta, inglobando quasi 28 stati membri nel corso degli anni (con l'adesione della Croazia nel luglio 2013), ma non si può sostituire l'organizzazione sovranazionale con il continente e la sua gente. Il motivo per festeggiare non dovrebbe essere l'Unione Europea, ma l'Europa, soprattutto perché oggi la sensazione di fare parte dell'Unione non è più simile a una festa, bensì al 'mattino dopo', come molti media nazionali hanno ironicamente commentato.

L'Italia è stato uno dei membri fondatori della 'comunità europea' nel 1950, con paesi come l'Irlanda (1973), Grecia (1981), Portogallo e la Spagna (1986) che hanno aderito all'Unione perché speravano in una spinta per l'economia, più posti di lavoro e una vita migliore. Ciò che hanno ottenuto invece è stata una depressione crescente, disoccupazione, restrizioni e privatizzazioni forzate. E anche un nuovo soprannome - PIIGS. I paesi che non soffrono la crisi finanziaria direttamente, come la Germania, si allontanano dall'idea di una vera unione in termini sia economici che politici. Se questo fosse il programma per il giorno del'Europa, allora la lista degli invitati sarebbe ridotta all'osso.

Pace

L'Europa ha bisogno di un giorno di celebrazione, perché non esiste una memoria condivisa della seconda guerra mondiale. Le nazioni hanno prospettive diverse, ma tutti condividono la stessa esperienza di morte, perdita e devastazione. Quando propose un'unione europea del carbone e dell'acciaio nel 1950, Schuman intendeva creare una pace duratura. I paesi dell'Europa occidentale hanno firmato il trattato di Parigi nel 1951. Ma che dire di tutti gli altri paesi che non hanno firmato? Un buon motivo per ribattezzare la ricorrenza come 'giorno di pace'.

Mentre la bella vecchia signora Europa prepara la sua festa, dovrebbe cambiare il motto 'celebrare le spese d'Europa' sostituendolo ​​con 'celebrare l'Europa'. Dovrebbe cancellare alcuni nomi sulla lista degli invitati - quelli che vengono a saccheggiare il buffet, i politici che amano spiluccare l'uva passa dalla torta, i banchieri che hanno giocato con il destino di chi ora sta pagando per salvare le banche e le compagnie che speculano col chiedere alla 'troika' di forzare paesi come i PIIGS ad abbassare i loro salari e privatizzare le loro proprietà. Infine, la festa dovrebbe essere l'occasione per accogliere gli stranieri curiosi dell'Europa, delle sue attitudini e dei suoi modi di vivere. Questo sarebbe il tipo di festa che aiuta la nostra vecchia signora a condurre una vita lunga e salutare.

Questo articolo è parte del dossier “Europe Day”, creato dai vincitori del Forum of European Journalist Students (FEJS) ‘Imagining Europe’, evento tenutosi a Utrecht, lo scorso aprile, in collaborazione con cafebabel.com

Foto: (cc) Jiuck/ flickr/ official site