9 maggio 2009: la piccola Europa festeggia alla grande

Articolo pubblicato il 04 maggio 2009
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Articolo pubblicato il 04 maggio 2009
Articolo di Daniela Piazzalunga Una bandiera, un inno, un motto. Una data. Il 9 maggio si celebra la Festa dell'Europa. Ma cosa festeggia davvero l’Europa? Il 9 maggio 1950 Robert Schuman, allora Ministro degli Esteri francese, tenne a Parigi il noto discorso che diede il via ai trattati per la CECA, primo passo verso quell’affascinante ma tuttora incompiuto processo che si chiama Unione Europea.
La scelta di quella data come simbolo europeo non fu quindi casuale, ma derivò dal fatto che quel discorso conteneva le principali sfide per la costruzione dell’Europa unita, tuttora valide: un processo d’integrazione concreto, una solidarietà tra paesi membri, lo sviluppo del continente africano. europe_day_2005_it.jpg

Oggi, però, i motivi per non festeggiare sarebbero tanti. Partendo proprio dalla dichiarazione Schuman, emergono le questioni di cui potremmo dirci insoddisfatti. Le «realizzazioni concrete», che secondo Schuman avrebbero permesso di costruire l'Europa a piccoli passi, sono in sospeso ormai da qualche anno: dalla bocciatura della cosiddetta Costituzione europea e del ben più modesto trattato di Lisbona. L’«unificazione economica», per lungo tempo considerata l’aspetto più riuscito della realtà europea, si è incrinata di fronte alla crisi. Lo «sviluppo del continente africano» non è avvenuto, anzi le sue condizioni economiche sono peggiorate, e l’Europa si sta costituendo come fortezza chiusa in se stessa, incapace di accogliere e gestire le immigrazioni. La «solidarietà di fatto» rimane assente, o quanto meno è oscurata dalle profonde divisioni che ancora non riescono ad essere gestite a livello europeo. La divisione tra i paesi fondatori più ricchi e i nuovi entrati, meno facoltosi , tra i Paesi virtuosi e i "pigs" (acronimo per Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, che spesso non hanno i conti pubblici in ordine), tra chi è dentro l’Europa e chi ne è escluso e vorrebbe entrarci.

Torino, però, festeggia. Grazie ai finanziamenti europei e soprattutto della provincia, che crede comunque in quest’Europa zoppicante. Lo Europe Direct Centre sostiene una serie di eventi e iniziative che dal 4 al 10 maggio si svolgeranno in città, ma soprattutto nei comuni vicini, tra cui, per esempio, Alpignano, Cirié, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Rivoli, Settimo Torinese. Quello che c’è di affascinante è che gli eventi si inseriscono all’interno del più ampio programma dell'Europa in comune, ’iniziativa tutta torinese che ha come obiettivo quello di avvicinare la società civile ad un’Europa troppo spesso sentita distante, dando concretezza alla cosiddetta cittadinanza europea.

Se l’Europa istituzionale ha poco da festeggiare, lo fa invece l’Europa dei piccoli centri, vero punto di riferimento del «fermento di una comunità più profonda tra Paesi» di cui parlava Schuman.

Programma completo delle iniziative: a Torino e nei comuni.