8 marzo: una donna alla guida dell’Ue?

Articolo pubblicato il 08 marzo 2006
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Articolo pubblicato il 08 marzo 2006

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L’otto marzo è la festa della donna. Angela Merkel, Tarja Halonen, Michelle Bachelet: la lista delle donne che ricoprono le più alte cariche di Stato è sempre più lunga nel mondo. E nell’Unione Europea?

Il sogno di Clara Zetkins sembra avverarsi. Nel 1910, durante l’Internazionale Socialista a Copenaghen, si tenne su proposta di questa influente donna politica tedesca, la prima Giornata Internazionale della Donna. Un anno più tardi, nel marzo 1911, fu per la prima volta festeggiata solennemente. Dietro questa data simbolica si nascondono domande politiche concrete: le donne volevano la stessa paga degli uomini oltre ad esigere una legislazione in difesa della maternità e il diritto di voto.

Donne al potere

Nel corso dell’ultimo secolo, la situazione delle donne è migliorata, mentre in molti paesi europei hanno raggiunto perfino le più alte cariche dello Stato. Negli anni Ottanta Margaret Thathcer ha governato la Gran Bretagna col pugno di ferro e nel 1991-92 Edith Cresson ha occupato la carica di Primo ministro in Francia. Nell’ultimo periodo la tendenza si è confermata ulteriormente: in Germania la conservatrice Angela Merkel è cancelliere, Tarja Halonen è stata rieletta Presidente della Finlandia. E la Francia potrebbe conoscere il prossimo anno il primo presidente donna: Ségolène Royale ha espresso l’ambizione di essere la candidata socialista per la carica di capo dello Stato. Anche i conservatori si adeguano: hanno infatti nominato Françoise Panafieu per la carica di sindaco alle elezioni parigine del 2008.

Non si tratta di una tendenza solo europea: l’undici marzo Michelle Brachelet assumerà la carica di presidente in Cile; e durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2008 potremmo assistere ad un duello tra la democratica Hilary Clinton e la repubblicana Condoleeza Rice.

Il politico è maschio?

Naturalmente non bisogna lasciarsi ingannare da questi sviluppi. L’Europa, infatti, non conosce ancora la completa parità dei diritti. Anche se le donne raggiungono il potere negli Stati membri, l’Unione Europea in quanto tale arranca: ancora nessuno ha proposto una donna per la poltrona di Presidente della Commissione Europea.

Sarebbe, questo, un importante segnale in favore della parità dei diritti in Europa. Conosciamo le discussioni che si avvicendano, quando si avvicina la scadenza del mandato della Commissione e inizia la ricerca del successore. Nel 2004 si pensò ad un conservatore del nord Europa per avvicendare l’uscente Romano Prodi di sinistra e proveniente dal sud. Destra-sinistra, sud-nord: perchè non aggiungere la categoria uomo-donna? Questo gesto significherebbe non solo una maggiore apertura verso il mondo delle donne, ma sarebbe anche la giusta decisione per bandire pregiudizi ancora nascosti nella testa dei governanti uomini.

Alcuni decenni dopo la Seconda guerra mondiale, il potere politico era ancora incontestato monopolio degli uomini. Nel frattempo molti paesi hanno superato questa situazione e le donne sono diventate competitive. È tempo che anche l’Ue faccia un passo avanti in questa direzione. Già dal 2009, il prossimo presidente della commissione potrebbe chiamarsi Angela Merkel o Tarja Halonen.