5 tipi di giornaliste secondo il cinema e la tv

Articolo pubblicato il 21 marzo 2016
Articolo pubblicato il 21 marzo 2016

Vanno a letto con i loro informatori, con un articolo al mese finanziano il loro loft e capitano fortuitamente nel posto giusto al momento giusto: le giornaliste raccontate da film e serie TV spesso non hanno nulla a che vedere con la realtà. Eccone 5 esempi.

Tipo 1: la caporedattrice

via GIPHY

Ha tutto sotto controllo, anche perché semina ansia e terrore tra i suoi sottoposti. È la più brillante nell'intera redazione e sa di esserlo. Al suo fianco si trova spesso l'assistente ingenuotta, che le procura un caffè take away e legge ad alta voce le informazioni riportate dal suo tablet. Sulla vita privata del capo si sa poco o nulla. Sembra che non ne abbia nessuna, almeno fino a quando l'assistente ingenuotta o la giovane giornalista (vedi Tipo 4) non riesce a scoprire l'essere umano che si nasconde dietro all'impenetrabile maschera.  

Esempi celebri: Miranda Priestly ne Il diavolo veste Prada (2006), Cat Grant in Supergirl (dal 2015)

Segni particolari: si rivolge sistematicamente alla sua assistente con il nome sbagliato. Il suo abbigliamento e la sua acconciatura sono perfetti. Non ha alcuna pazienza con chi reagisce troppo lentamente.  

Frase tipica: «Non la pago per pensare!». Nelle situazioni decisive non dice una parola. Si limita a un'eloquente alzata di sopracciglia. 

Corrispettivo mascile: il caporedattore.

Tipo 2: l'articolista

via GIPHY

Si guadagna di che vivere rimuginando di fronte allo schermo di un computer nel tentativo di trasformare trascurabili eventi quotidiani in pezzi brillanti, poetici, divertenti. La sua fonte d'informazione è la sua vita (soprattutto sessuale, vedi il Tipo 5). Dalla doccia mattutina al sugo della pasta, tutto è degno di un articolo. Se paragonato alla sua produzione (circa un pezzo al mese), il tenore di vita dell'articolista è decisamente alto: abita nell'East Village a New York o in un loft berlinese. 

Esempi celebri: Carrie Bradshaw in Sex and the City (1998-2004), Mila Zellinger in Mila (Serie TV tedesca, 2015), Phoebe Halliwell in Streghe (1998-2006)

Segni particolari: si veste come una fashion blogger, sorride teneramente e ha centinaia di pretendenti (segreti). 

Frase tipica: «Fondamentalmente gli uomini sono come l'alcol: prima ti fanno andare su di giri, poi spariscono e rimane soltanto un vago mal di testa» (spesso nella forma di una pensierosa voce fuori campo).

Corrispettivo maschile: Il giornalista sportivo.

Tipo 3: l'ambiziosa 

via GIPHY

È brava a fare il suo lavoro e ne è consapevole. Solitamente è l'unica donna tra colleghi uomini e, sebbene sia "one of the boys", deve lavorare molto più duramente degli altri. Il suo posto se l'è sudato: per questo è del tutto intollerante nei confronti della seduttrice (vedi Tipo 5) o della giovane giornalista (Tipo 4), con le quali ingaggia una serrata competizione. In casi rarissimi si accolla un ruolo di tutor per la giovane giornalista. Normalmente, però, l'ambiziosa non ha alcun rapporto con altre donne e il concetto di sorellanza non le dice nulla. Gli uomini hanno il potere, quindi si comporta come un uomo. 

Esempi celebri: Janine Skorsky in House of Cards (dal 2013), Lois Lane ne L'uomo d'acciaio (2013), Katrine Fønsmark in Borgen (2010-2013), Janine Roth in Leoni per agnelli (2007)

Segni particolari: La sua divisa? Una camicia casual e un'espressione impenetrabile. Ama mettersi nei guai. 

Frase tipica: «Ho un premio Pulitzer!».

Corrispettivo maschile: il giornalista investigativo

Tipo 4: la giovane giornalista

via GIPHY

Non si sa come sia finita a fare la giornalista, dato che non sembra avere competenze specifiche. Le storie da raccontare le capitano semplicemente sottomano, a volte andando a letto con l'informatore (vedi Tipo 5), a volte grazie a incredibili casi fortuiti. La giovane giornalista è piuttosto ingenua, per questo ha bisogno di un collega uomo ben disposto nei suoi confronti (romantico lieto fine non è da escludere): uno che sappia riconoscere il suo potenziale, la aiuti nella ricerca di informazioni o le passi uno scoop. Spesso però, dietro al benevolo collega si cela un personaggio insidioso, che persegue ben altri obiettivi. Per la maggior parte del tempo, la giovane giornalista non si impegna molto per la propria carriera, salvo poi sentirsi triste o disprezzata se nessuno la prende sul serio.

Esempi celebri: Zoe Barnes in House of Cards (seit 2013), Bridget Jones ne Il diario di Bridget Jones (2001), Andy ne Il diavolo veste Prada (2006), Josie Geller in Mai stata baciata (1999), Rebecca Bloomwood in I love shopping (2009), April O'Neil in Teenage Mutant Ninja Turtles - Tartarughe Ninja (2014), Robin Scherbatsky in How I Met Your Mother (2005-2014)

Segni particolari: appare il più delle volte goffa e ha il talento di infilarsi in situazioni davvero bizzarre che la conducono casualmente al successo.  

Frase tipica: «E dove dovrei reperire le informazioni?».

Corrispettivo maschile: il giovane reporter

Tipo 5: La seduttrice

via GIPHY

Le sue competenze giornalistiche? Farebbe di tutto per una buona storia, soprattutto se si tratta di andare a letto con uomini che potrebbero esserle utili, vuoi come informatori vuoi come protagonisti di una storia, che rovinerebbe la loro reputazione. Non tutte le seduttrici sono prevedibili. Alcune sono semplicemente poco professionali e mescolano vita privata e lavoro (spesso è il caso della giovane giornalista, Tipo 4).

Esempi celebri: Zoe Barnes in House of Cards (dal 2013), Christine Everhart in Iron Man (2008), Amy Townsend in Un disastro di ragazza (2015), Andie Anderson in Come farsi lasciare in 10 giorni (2003), Lillian Forrester in Scandal (dal 2012), Rowena Price in Perfect Stranger (2007), Tamara Drewe in Tamara Drewe - tradimenti all'inglese (2010)

Segni particolari: ha quello sguardo capace di catturare gli uomini che le sono utili per le sue ricerche. 

Frase tipica: «Perché non beviamo qualcosa dopo il lavoro e ne parliamo?».

Corrispettivo maschile: non c'è (gli uomini non devono andare a letto con le loro informatrici).

_

Questo articolo fa parte di Mind The Gap, un progetto editoriale per cambiare il dibattito sulla parittà di genere in Europa.