5 Stelle e Grillo, anamnesi di un leader

Articolo pubblicato il 31 luglio 2012
Articolo pubblicato il 31 luglio 2012
I partiti in Italia sono sempre stati un fenomeno monolitico, dai tempi della divisione tra comunisti e democrazia cristiana. Ora, però, il sistema bipolare deve fare i conti con un movimento nato in Rete. E se tutto è cominciato con le invettive sul blog d'un comico fuori dalle righe, Beppe Grillo, a poco a poco il movimento ha raccolto attorno a sé un sostegno concreto.
Resta da scoprire il ruolo futuro di Grillo, leader riconosciuto ma non dichiarato, e con poteri di ostracismo nei riguardi degli stessi iscritti al movimento.

Vincono a man bassa nel Nord Est dell'Italia, inseguono i grandi partiti (alcuni sondaggi li danno al terzo posto nelle intenzioni di voto), espugnano la roccaforte di Parma, il cui ex sindaco Vignali era legato strettamente alla cerchia dei berlusconiani duri e puri.

Sono i famosi “Grillini”: questo è il nome “giornalistico” dei militanti del Movimento 5 Stelle, fondato nel 2009 sulla scia del movimento “Amici di Beppe Grillo” (dal nome del comico italiano, ispiratore e guida de facto del movimento) e forte di un inaspettato successo alle ultime elezioni amministrative italiane. Con il loro ostentato rifiuto di aderire ai partiti tradizionali, l’utilizzo massiccio degli strumenti messi a disposizione dalla Rete, l’impegno in favore di tematiche sovente messe in secondo piano dalla classe dirigente (ecologia, trasporti, sviluppo, espulsione dei condannati dal Parlamento, ricambio generazionale nelle professioni) rischiano di scompaginare il panorama istituzionale italiano, non solo a livello locale, ma anche nazionale.

Tanto che fanno ridere, e al contempo riflettere, le parole del capo dello stato Napolitano, il quale ha affermato, subito dopo la notizia dei risultati delle ultime amministrative di “non vedere assolutamente nessun boom del M5S”. Mai chiamarli antipolitica, di destra, sinistra o centro. I grillini si definiscono la "vera politica", intesa come partecipazione della gente alla res publica.

"I problemi e le domande sono gli stessi che si ponevano i nostri padri negli anni sessanta e settanta"

Alcuni, più entusiasti, affermano addirittura che la loro azione è meta-politica, ovvero il superamento naturale di un sistema malato e incompleto (quello italiano, ndr), verso una democrazia reale. “I problemi e le domande sono gli stessi che si ponevano i nostri padri negli anni sessanta e settanta, se non addirittura prima”, dice Ettore, PR manager del 5S Thiene (Alto Vicentino) dove il movimento è riuscito ad ottenere due assessori comunali. “Ma adesso, tramite i nuovi strumenti e l'evoluzione della cultura, siamo veramente maturi per affrontarli”.

Che rapporto intendono avere con le forze politiche tradizionali, là dove dovranno comunque scendere a patti per portare avanti il loro programma? “Ormai le vecchie formazioni politiche son solo brand consunto, svuotate dalla mala politica degli ultimi anni. Chiunque ci faccia una proposta intelligente, sarà ben accetto, non guarderemo il colore, ma la forma”.

"Lasciate che gli elettori vengano a noi"

Dunque, una pasoliniana arrabbiatura, senza rivoluzione, ma piuttosto rinnovamento? Qui cominciano i sottili distinguo: “un rinnovamento in Italia è già una rivoluzione” dicono Valentina, Oreste e Sara, volontari del movimento a Vicenza e Thiene. “Ma quello che vogliamo soprattutto, è che la gente si svegli e decida”. Differente è la risposta di Ettore. “Anche se non dovessimo riuscire nell'intento, che non è quello di sovvertire le regole, ma di farle rispettare e migliorarle, quel che conta è che la gente impari a sognare”.

Beppe Grillo: "L'Italia è un paese piccolo piccolo" su cafebabel.com

Di sogni, dall'Unificazione in poi, gli italiani ne hanno già avuti molti. “Qui sta la nostra differenza” dice ancora Ettore “Noi non chiediamo alla gente di delegarci i loro sogni. Noi chiediamo loro di darci la possibilità di creare un mondo dove la gente sappia sognare, e lavorare per ciò in cui crede. Berlusconi diceva ‘ghe pensi mi’, noi diciamo ‘venite con noi!’, che è poi quello che ha fatto Grillo (il promotore del movimento, ndr)”.

Il rapporto con Grillo

Si torna sempre su Grillo, il fondatore del M5S, che di mestiere fa ancora il comico, colui che non compare in nessuna lista elettorale ma che può dare l’ostracismo a quelli che sono contro la sua linea politica. Ma Grillo è davvero l’unico insostituibile? Nessuno tra gli intervistati mette in dubbio il fatto che Grillo ed il 5S siano, al momento, due concetti equivalenti fra loro, ma tutti sono coscienti che Grillo non solo non è immortale, ma nemmeno eterno e inamovibile nel suo ruolo di Guru. “La sua abilità e l'apparato che è riuscito a mettere in piedi sono al momento insostituibili, ma solo perché la maggior parte dei suoi uomini non ha la sua stessa esperienza della politica e della comunicazione”, dice Valentina. “Lui è un uomo buono e intelligente, e saprà mettersi da parte quando i tempi saranno maturi”.

"(Beppe Grillo) saprà mettersi da parte quando i tempi saranno maturi"

La speranza di molti degli scalpitanti intervistati è che questa nuova classe politica maturi in fretta, anche per rimuovere l'ingombrante sospetto che il 5S possa trasformarsi nell'ennesimo partito a conduzione famigliare. Per il momento, però, anche quelli come Ettore che si sono dimostrati più tiepidi verso la persona di Grillo, ne riconoscono il ruolo.

La sfida più grande sarà quella di sapere trovare una dimensione politica propria all’interno del panorama italiano, conservatore e bipolare. Essere entrati nella gabbia dei leoni significherà scendere a compromessi, qualcosa che finora, almeno nelle parole, non è nelle abitudini del 5 Stelle (basti ricordare il famoso slogan “Loro non molleranno mai, noi neppure!”, nato sul blog di Grillo già molti anni fa).

Viene spontaneo chiedersi se il movimento sarà in grado di resistere al suo stesso peso, o se finirà schiacciato da un'ambizione troppo grande, dai particolarismi e dalla triste normalità del sistema Italia, prima che dall'ego del suo creatore.

Foto di copertina: (cc) sarafasullo/flickr; video di euronewsit/youtube e micheledelucia/youtube.