30 anni di Arezzo Wave Festival: la seconda serata di selezioni live a Palermo

Articolo pubblicato il 18 aprile 2016
Articolo pubblicato il 18 aprile 2016

Una band su sei non pervenuta, imprevisti tecnici, gesti cavallereschi e una folta quanto inaspettata comitiva di turisti svedesi: questi gli eventi che, assieme alla musica, hanno animato la seconda serata di selezioni live venerdì 15 aprile al locale I Candelai di Palermo.

Si è tenuta venerdì scorso al locale I Candelai di Palermo la seconda delle quattro serate di selezioni live (18 Marzo, 15 Aprile e 29 Aprile, al locale i Candelai e la finale il 7 Maggio presso i locali del MOB) del concorso Arezzo Wave Band Sicilia 2016, che decreteranno la migliore fra 18 band emergenti locali.  Della scelta si occuperà una giuria formata da Gaetano Mazza e Roberto Cammarata (fondazione Arezzo Wave Italia), Vincenzo Barreca e Gianfranco Raimondo (Ypsigrock festival) e Dario Caneba (musicologo). Al termine delle selezioni la band migliore accederà alla fase nazionale del concorso, dove sarà eletto il vincitore che si esibirà sul main stage del festival, davanti a migliaia di persone. In una serata ricca di emozioni ed imprevisti, abbiamo seguito le esibizioni degli artisti partecipanti per presentarveli e raccontare la loro musica. 

BABIL ON SUITE, Palermo

[La band ha abbandonato il concorso e non si è esibita alla serata]

RUBBER EGGS, Palermo (Cheeze for my Rat, Summer 8, A Ghost Story, Rise of the Lama (Let Me Yellow), Revenge of Mother Earth)

“Istintività e psichedelia a colpi di farfisa”

Sono tre, sono rock, e sono alternativi, i Rubber Eggs: primo gruppo a esibirsi, con una formazione inconsueta ma che funziona. Basso e batteria hanno ritmi incalzanti che, al posto della canonica chitarra elettrica, rincorrono e sostengono le esplosioni sonore di un farfisa. Il tutto, accompagnato da una voce decisa, con una bella estensione, e testi accattivanti: una band da ballare e cantare allo stesso tempo – che, con un sound pieno e carico di energia, porta un pezzo dell’East Coast contemporaneo in Italia. 

KUBBAITA, Palermo (Fish Spada, Pa091ku, September)

“Mediterraneo psichedelico elettronico”

La seconda esibizione si apre all’insegna della sfortuna, ricordandoci il lato meno etereo della musica: a causa di un malfunzionamento della strumentazione le basi non partono, lasciando l’esibizione orfana della melodia per tutta la sua parte centrale. Non si può che applaudire la professionalità dei Kubbaita, che perseverano sul palco e riescono in parte a riprendersi sull’ultimo pezzo, che si caratterizza per i ritmi mediterranei uniti a un’anima elettronica dalle contaminazioni dub. Un peccato non aver avuto modo di ascoltarli meglio, ma potete farlo qui.

HANA-BI, Catania (Il Tempo dell'Amore, Il Fascino di Parigi la Sera, I Bar Notturni, Anna)

“La nostra musica si basa sulle emozioni, cerchiamo di suscitare negli altri le stesse emozioni che proviamo noi quando scriviamo”

Gli dei della musica continuano ad essere avversi a questa serata. È la volta degli Hana-bi, che salgono sul palco per scoprire di avere una delle chitarre intrappolata in una custodia inceppata – un problema non da poco, specialmente se si è un duo. Fortunatamente giunge in cavalleresco soccorso un membro degli Utveggi, altra band in gara nella serata, che offre il proprio strumento e si guadagna il premio “Sospiro di Sollievo” da parte di organizzazione e pubblico, permettendo al live di continuare.

La musica degli Hana-bi si rivela essere il momento più riflessivo della serata, con una reinterpretazione inusuale del cantautorato. Le melodie semplici e pulite, costruite sul gioco fra le due chitarre, sono rotte frequentemente dall’intrusione di distorsioni e guidano l'ascoltatore verso paesaggi di malinconica memoria. Una nostalgia calda, che si rispecchia ed arricchisce nelle parti vocali, dove il canto quasi recitato e quasi in prosa richiama alla mente tradizioni di cantastorie.

TWISTED HEAD CHAPS, Catania (Intro, Indian Moon, Madman Bent Mime, Doses of Hope, Disco Gold, Meet a Baka)

“L'unica cosa da fare era riempire la macchina di strumenti e venire qui a Palermo per dare il nostro meglio”

Se il gruppo precedente aveva regalato un momento meditativo, i Twisted Head Chaps riportano sul palco l'energia pura. Le contaminazioni non si contano: blues, funky, indie, new wave, grunge, alternative rock, e altro ancora. Eppure il risultato riesce a non scadere mai nella banalità, mentre il sound rimane pulito anche nei momenti di massima potenza. Soprattutto, nel pubblico le teste si muovono e i piedi anche, così che persino un'ignara comitiva di svedesi decide di rimanere per la musica. Alla fine dell’esibizione, si ha voglia di ascoltarli ancora.

UTVEGGI, Palermo (Postumi, Mangiacarta, Mutaforma, Polizia a Kyoto, Altrimondi)

"Sempre all'insegna del divertissement!"

Ultima band ad esibirsi per la serata, gli Utveggi portano il concetto di contaminazione musicale a nuovi livelli, costruendo con un insieme di accostamenti e mescolanze di generi musicali differenti un gioco di contrasti sonori e testi non-sense, a volte in giapponese – dove ciascun brano rimane però coerente a se stesso. Racconti brevi, miniature musicali in cui la grandissima tecnica dei componenti viene usata per sovvertire stereotipi ed abitudini, regalando una musica di sorprendente originalità.

Il prossimo appuntamento per le selezioni sarà venerdì 29 aprile, sempre presso I Candelai di Palermo.