27 Stati + 23 lingue= multilinguismo

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2006
Articolo pubblicato il 11 dicembre 2006
Il rumeno Leonard Orban sarà il Commissario al Multilinguismo, un nuovo posto creato ad hoc per la Romania. Che il 1° Gennaio 2007 raggiunge l’Ue.

Ancora un po’ ed è fatta. Il 12 dicembre gli eurodeputati saranno chiamati a pronunciarsi sulla designazione di Leonard Orban al posto di Commissario europeo al Multilinguismo. La nomina di Orban, 45 anni – ex negoziatore per l’adesione rumena dal 2001 come futuro Segretario di Stato al Ministero dell’Integrazione europea – ha suscitato non pochi commentini acidi tra gli osservatori.

«Tecnocrate» accusa la stampa rumena. Ma è una scelta di ripiego

Confrontato con la Protezione dei consumatori, incarico attribuito alla futura Commissaria bulgara Meglena Kuneva, l’incarico per il multilinguismo sarebbe derisorio, secondo la politologa Alina Mungiu-Pippidi. L’ennesima conferma dello scarso interesse per l’ingresso della Romania nell’Unione europea. L’incarico di “portiere di case popolari”, come l’ha designato l’editorialista Ion Crstoiu, era detenuto fino a quel momento da Jin Figel, insieme a quello per l’Istruzione e la Cultura. Oggi a Figel restano l’Educazione e la Cultura, mentre Orban avrà l’incarico del Multilinguismo. Nient’altro.

La giornalista rumena Rodica Culcer non ha esitato ad ironizzare sul’adeguatezza tra il peso del multilinguismo e il calibro politico di Orban, entrambi quasi nulli.

Il principale partito politico d’opposizione in Romania, i social-democratici del Psd, partito socialista di centrosinistra, condannano Orban per il suo profilo da tecnocrate e la scarsa personalità politica. Per i socialdemocratici questa nomina è una mossa strategica che mira a preservare l’equilibrio delle forze politiche all’interno della Commisione e ad evitare possibili critiche.

Gli eurodeputati socialisti si sono invece congratulati con Orban considerando la sua «un’esperienza europea adatta al futuro incarico, poichè la Romania non avrebbe potuto presentare una personalità politica di più alto livello». Bisogna dire però che la designazione di Orban è stata decisa in fretta, dopo che il governo rumeno era stato costretto a ritirare la sua prima proposta, quella dell’economista liberale Varujan Vosganian, costretto a ritirarsi in seguito a delle accuse imbarazzanti sul suo passato.

«Sono convinto che Orban, uomo di grandi qualità politiche, professionali e personali, sarà in grado di guidare con successo il compito che ho deciso di affidargli» dichiara il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso.

Lingua madre + due lingue straniere

Il rumeno, con 3.400 funzionari al seguito, avrà in subordine tre direzioni generali: La Direzione Generale Traduzioni, la Direzione Generale Interpretariato e l'Ufficio delle Pubblicazioni Ufficiali dell'Unione. Desideroso di insegnare a tutti gli europei l’amore per le lingue, Orban si pronuncia già in favore del principio “lingua madre + due lingue straniere”. In un’Unione di 27 Stati e 23 lingue ufficiali, conoscere solo l’inglese non è più sufficiente.

Per invogliare gli europei ad imparare le lingue dei loro vicini, Orban suggerisce, insieme ad una maggiore specializzazione dei professori di lingue, di scommettere su film sottotitolati. I cittadini ma anche le imprese dell’Unione Europea devono ormai saper parlare diverse lingue.

L’obiettivo di Leonard è semplice: lingue e culture devono conservare il loro posto in seno all’unità politica ed economica dell’Europa. L’allargamento dell’Ue ha moltiplicato il numero delle lingue ufficiali, aumentando le tensioni tra inefficacia amministrativa e diritti dei cittadini alla diversità linguistica. Dal multilinguismo dipende la sopravvivenza delle culture europee, la democratizzazione de l’Unione Europea allargata e la sua competitività nel mondo.