11/9: Un giorno per ricordare, un giorno per cambiare

Articolo pubblicato il 16 settembre 2002
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Articolo pubblicato il 16 settembre 2002

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Riflessioni su di una giornata di pace

Oggi tutto il mondo si è fermato per ricordare.Già per ricordare, ma che cosa? E' difficile da ammettere, ma oggi si è rimembrato quanto lontano possa arrivare l'abominio umano, oltre ogni possibile comprensione, oltre ogni logica di potere, oltre il rispetto di se stessi. Ho udito qualcuno mormorare sommessamente: " sarebbe meglio non ricordare". Già, ma perché?

Forse per la vergogna di far parte di un'umanità che non cresce, non apprende, non mostra memoria storica ed alimenta l'odio per tutto ciò che non conosce e non capisce.

Per gli Stati Uniti oggi è stato un giorno che non si può cancellare, un giorno per portare fiori ad una tomba, per piangere tutti coloro che esattamente da un anno non sono più fra noi , a causa di non me lo ricordo più o più esattamente non l'ho mai saputo. Non c'è un nome in realtà per certi fatti, non esiste una ragione, degna di questo nome, per certi gesti. Nonostante questo non voglio e non posso dimenticare e come me milioni di onesti americani ed altrettante persone disperse in tutto il mondo, le cui coscienze non tacciono, ma piangono silenziose nel buio del dolore. Guardo le scene che ininterrottamente si alternano alla televisione, scene di dolore, di paura, di desolazione, ma mi sembra di averle già viste. Ora ricordo, vent'anni fa nella mia stessa città di fronte a cumuli di macerie, tutto quello che rimaneva della mia stazione, quella dove molte mi ero recato anche solo per vedere un treno partire, spinto dalla curiosità innocente di bambino e che esattamente il 2 agosto del 1980 qualcuno ha voluto diventasse la tomba di decine di vite. Oggi chissà quanti bambini a New York e in altre parti d'America simili a quello di vent'anni fa si stringono alla mano del papà o della mamma spaventati, smarriti. Sono loro gli occhi dell'innocenza incontaminata, la più obbiettiva e sincera fonte di amore, sono loro la forza dell'umanità, quella riserva inestimabile cui noi tutti dobbiamo attingere per cancellare l'odio cieco che oggi ha portato il mondo a riflettere ed a provare vergogna.

Così come a quel bambino del lontano due agosto 1980 un papà spiegavo, trattenendo la commozione,

di non smettere mai di amare e non temere ciò che non si conosce, oggi quei milioni di bambini americani e non solo dovranno essere aiutati a comprendere. In modo che, quando un giorno perderanno la loro innocenza e comprenderanno fino in fondo quanto crudele e contorta possa essere la natura umana, potranno rendere il mondo un posto migliore, più vivibile, ove genti più capaci, più evolute sapranno si ricordare, ma allo stesso tempo essere orgogliose di quanto lontano abbia saputo andare da quel terribile 11 settembre una umanità finalmente degna di questo nome.