Il meglio delle Pussy Riot

Le Pussy Riot

Russe, femministe e punk: tre parole che sembrano non andar d’accordo tra di loro. Non la pensano così le otto anonime ragazze componenti della band “Pussy Riot“. Il gruppo si è formato durante le proteste d’opposizione scoppiate nell’ottobre del 2011 in seguito all’annuncio inatteso di Putin: il primo ministro esternò, infatti, la volontà di candidarsi alle elezioni presidenziali di Marzo 2012, per il terzo mandato, dopo quelli del 2000 e del 2008. La band si è guadagnata un grande seguito internazionale dopo la performance nella Piazza Rossa, a gennaio, e il suo arresto immediato.

I paracadutisti ribelli

Putin e i paracadutisti

Il gruppo musicale, costituito da quattro ragazzi ex-paracadutisti, chiese a Putin le dimissioni, sostenendo che “Putin è soltanto un ufficiale, non un dio e neanche uno zar”. Il video dello spettacolo di dicembre si è diffuso rapidamente su Internet, e in meno di due settimane è stato visto più di un milione di volte.

Dress code

La band “Dress code” e la parodia di “Vova Putin”

Questa bonaria parodia della band ucraina “Dress code” (“And Vova’s driving” è il titolo della parodia. Vova, diminutivo di Vladimir, è un nome utilizzato per gli animali domestici), rende ironicamente omaggio ad alcuni dei più famosi slogan degli ex agenti del Kgb (“Uccideremo i terroristi anche nel cesso”) e ad alcune trovate pubblicitarie della propaganda, come la pesca nel fiume Volga.

“Un uomo come Putin”

Cantiamo insieme: “Un uomo come Putin”

La canzone in favore di Putin cantata in eurovisione da un duo femminile fu misteriosamente sparata al vertice delle classifiche nel 2004, quando l’allora primo ministro stava correndo per il secondo mandato presidenziale. La cantante decide di scaricare il suo ragazzo, tornato a casa ubriaco una volta di troppo, per cercare un uomo forte e sobrio proprio come Putin.

Un omaggio davvero.. divino.

L’omaggio di Tolibzhon Kurbankhanov a Putin

Unendosi alla pletora di canzoni in lode del candidato favorito, l’omaggio a Vladimir Vladimirovich Putin, da parte del poco conosciuto cantante tajiko Tolibzhon Kurbankhanov, va ben oltre tutti gli altri. Il tajiko chiama il primo ministro “il mandato dal cielo” e “il salvatore del popolo”. La sua canzone è diventata una hit sul Web da quando è stata pubblicata, il 4 febbraio. È interessante, però, notare come il motivetto abbia ricevuto ben 6.000 “Non mi piace” contro i neanche 4.000 “Mi piace”: è forse questa una sorta di dichiarazione politica da parte degli utenti internet russi?

Foto di copertina: © cortesia di Pussy Riot/Facebook