Mercoledì scorso, i locali del celebre settimanale satirico francese Charlie Hebdo sono stati incendiati a colpi di bombe molotov. Il suo sito internet è stato messi fuori uso dagli hacker, la sua pagina facebook è stata inondata di minacce, i redattori sono stati ospitati nei locali del giornale Liberation. Del loro lavoro non resta che un blog, creato per l’occasione. Tutte questi guai in seguito a una copertina dedicata a Maometto con il titolo “Charia Hebdo”, in riferimento alla vittoria degli islamici moderati nelle elezioni tunisine. Non è la prima volta che in Francia un giornale subisce un attentato, ma c’è da preoccuparsi. Dal canto suo, il giornale danese Jyllands-Posten, che nel 2005 aveva pubblicato 12 caricature di Maometto, ha deciso di non dare spazio alla vignetta: “Viviamo sei anni sotto assedio, viviamo e lavoriamo protetti da un dispositivo di sicurezza. Per questo non riproduciamo la caricatura francese”. Charlie Hebdo se l’è cercata? La vicenda vista dal caricaturista Kristof.
Charlie Hebdo, quando le caricature si ribellano
Disegno @Kristof
OPINIONE
Traduzione: cafebabel.com
04/11/11
Tags : terrorismo islamico, Attualità, Islamofobia, islam, francia.
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Disegno @Kristof
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