Birgit PrinzBirgit PrinzIl FIFA Women’s World Cup 2011 volge alla conclusione. Si giocano il titolo di campione del mondo Francia e Stati Uniti (prima semifinale), Svezia e Giappone. Da quando nel 1894 è stata fondata in Inghilterra la prima squadra ufficiale di calcio femminile dal nome “British Ladies”, sono cambiate tantissime cose. A metà degli anni 50 il calcio femminile è stato ufficialmente proibito in Germania con la seguente motivazione: “Nella lotta per accaparrarsi la palla la grazia femminile scompare, il corpo e l’anima vengono inevitabilmente danneggiati e l’esposizione del corpo mina l’eleganza e il decoro”. Questo divieto è stato rimosso solo nel 1970.

Oggi la nazionale femminile di calcio tedesca è, oltre a quella statunitense, la squadra più forte del mondo (eliminata ai quarti dal Giappone, ndr). Due titoli mondiali, sette volte campionesse d’Europa e un altro record: ad oggi la Germania è l’unico Paese ad esser divenuto campione del mondo e campione europeo con la propria nazionale maschile e femminile. La star assoluta della squadra è sempre la bomber Birgit Prinz, che nel 2003 è stata anche capocannoniere dei Mondiali e rischiò di diventare la prima donna del campionato italiano. Anche per questo l’interesse mediatico è salito alle stelle nel paese organizzatore.

Inno della Coppa del mondo femminile FIFA 2011 | “Wir laden die Welt ein” (“Invitiamo il mondo intero”), di Treasure Isle Band

Il sesso che vende

La nazionale tedesca su PlayboyLa nazionale tedesca su PlayboyI progetti sono ambiziosi: il calcio femminile grazie a questi Mondiali dovrebbe finalmente uscire dall’ombra. Per la prima volta alcune partite vengono trasmesse integralmente dalla tv tedesca, politici e grandi aziende si sono finalmente dimostrati grandi fan di questo sport. Naturalmente, come sempre si sono levate delle voci contrarie. Non si tratta solo di slogan maschilisti come quello di un comico tedesco (“Gli uomini hanno 100 grammi di cervello in più rispetto alle donne – naturalmente compresa la regola del fuorigioco”), o critiche per la modalità di gioco più lenta. Anche commenti fatti con le migliori intenzioni possono rivelarsi piuttosto infelici. Partner mediatico è la rivista femminile Brigitte – altrimenti conosciuta per la “dieta-Brigitte”e per le sue proposte di moda un po’ antiquate. La squadra tedesca pubblicizza una catena di negozi di elettrodomestici all’insegna del motto “I più bei mondiali di tutti i tempi”, e infine cinque giocatrici si sono  spogliate per Playboy. Sembra che la conquista di uno status mediatico da parte di questo sport  debba comunque passare dal binario del ‘sesso che vende’.

“Io non lo farei, ma secondo me ognuno deve fare quello che vuole”. Sabrina Großer non è tra coloro che condannano le foto sexy delle giocatrici di football. Difensore della squadra berlinese 1. FC Union, ha appena fatto la maturità e gioca a calcio da quasi dieci anni. A vederla nella quotidianità non si direbbe che la sua passione sia rincorrere un pallone all’aperto. Troppo spesso è impressa nelle menti l’immagine della ‘macchina da lotta’ maschile, cosa che l’esile biondina non ricorda affatto. Finora ha incassato raramente delle battute stupide, e quando questo accade, “allora dico semplicemente: una volta vieni a vedere una partita. La maggior parte della gente poi cambia idea”.

“Il calcio femminile non è così veloce per evidenti ragioni fisiche ed è perciò più basato sulla tattica”

Non riesce nemmeno a riconoscere una chiara differenza tra calcio maschile e femminile. “Certo, soprattutto alla tv il calcio femminile sembra un po’ statico. E’ solo più lento di quello maschile, ma per il resto si tratta comunque di calcio – non ci alleniamo diversamente dagli uomini!”. La sua compagna di squadra, il portiere Josephine Westphal, la pensa in modo simile: “Il calcio femminile non è così veloce per evidenti ragioni fisiche ed è perciò più basato sulla tattica. Nello sport agonistico le donne non giocano poi in modo meno scorretto, ci sono molti meno falli gravi”. Ai criticoni e ai dubbiosi risponde in modo chiaro: “Che provassero loro a fare di meglio!”

1% dello stipendio di Schweinsteiger

Le differenze non ci sono solo tra calcio maschile e femminile, ma anche tra continenti. Negli Stati Uniti le giocatrici guadagnano in media, per ogni stagione semestrale, fino a 40.000 dollari (circa 28.000 Euro), le calciatrici professioniste europee devono accontentarsi di molto meno. Perciò molte giocatrici oltre al calcio si dedicano anche a un’altra professione. Sabrina Großer al momento lavora al supermercato, fino a quando non inizierà i suoi studi presso la scuola di polizia, Josephine Westphal lavora come fisioterapista.

Manifesto per il calcio femminile | “Make Yourself”

Il divario degli stipendi diventa lampante tra i giocatori e le giocatrici di serie A. Mentre il giocatore professionista Bastian Schweinsteiger (Bayern Monaco), stando ai media, guadagna circa 13 milioni di euro l’anno, il suo omologo femminile, Birgit Prinz, non guadagna neppure l’1% di questa somma. Ingiusto? Forse, ma da un punto di vista puramente economico uno Schweinsteiger, mediante il merchandising, fa incassare molto di più di una Prinz. Josephine è irritata dal fatto che venga fatta più pubblicità ai giochi maschili che a quelli femminili. “Non si parla quasi mai della nostra serie A e per i Mondiali femminili la pubblicità è iniziata molto più tardi rispetto a quelli sudafricani di due anni fa”.

Kickt it like Beckham? Kick it like Prinz! Così almeno si dice in Germania, e se la Francia o la Svezia riusciranno a battere le americane, sarà un bel segnale per il calcio femminile in tutta Europa.

Illustrazioni: home-page (cc) visiticeland/flickr; WM-Song (cc) YouTube; Birgit Prinz © birgitprinz.de; Playboy © playboy.de; Video Liras Manifest (cc) YouTube