Sylvester Stallone è, per forza di cose, il simbolo del cosiddetto “stallone italiano” sul grande schermo. Un soprannome che lui stesso si era cucito addosso quando ha interpretato il protagonista della famosa serie “Rocky“. Se l’attore americano, il cui padre aveva origini italiane, non avesse girato la saga del celebre pugile, comunque non sarebbe riuscito a sfuggire a quel soprannome. Fu proprio con una pellicola erotica omonima, infatti, che Stallone iniziò la sua carriera nel 1970, mentre nello stesso anno, Arnold Schwarzenneger, suo collega in “The Expendables” (I Mercenari), il film che in questi giorni è nelle sale cinematografiche, interpretava il ruolo del dio greco Ercole. Il cognome di Rocky, cioè “Balboa“, era invece di origine spagnola. In spagnolo, il corrispettivo di “stallone italiano” non esiste. È l’espressione latìn lover (con l’accento spagnolo) a esprimere questo concetto. In altre lingue europee, invece, il termine è perfettamente traducibile, come ad esempio in Polonia (“wloski ogier“). Nella madrepatria dell’espressione, l’Italia, è al famoso porno divo Rocco Siffredi che si potrebbe attribuire il titolo di autentico “stallone italiano”. Anche lui, tra l’altro, ha recitato in un film omonimo. 

Sylvester Stallone nel film “The Italian Stallion” | Nel film sono riussunti gli elementi chiave di questo steretipo maschile

Un altro genere di seduttore

Un blogger inglese discute dello stereotipo tedesco sul blog di cafebabel.com a Berlino

Un modello di latin lover, quello dello “stallone italiano”, che si oppone ad un altro stereotipo del seduttore. Quello che si ispira a Giacomo Casanova, un autore veneziano del 18esimo secolo, famoso per le sue innumerevoli avventure sentimentali. È sulla stessa linea d’onda il celebre Serge Gainsbourg, cantautore francese, che, nel Regno Unito, sta canalizzando l’attenzione del pubblico cinematografico grazie al film sulla sua vita, attualmente nelle sale. Una critica apparsa sul Daily Telegraph lo descrive come un «astuto incantatore» e un «dissoluto Casanova». Appunto. Per tornare ai muscoli d’acciaio, è d’obbligo fare una sosta in Belgio. È questa la patria di Jean-CLaude Van Damme. Se non avesse rifiutato, anche lui avrebbe dovuto  far parte del cast del film “The Expendables“. La parte è andata quindi ad un altro celebre “stallone”, Dolph Lundgren, l’indimenticabile Ivan Drago del film Rocky IV.

Jean-Claude Van Damme in conferenza stampa | Quando nomina Stallone, un faccia a faccia tra “stalloni” sembrerebbe inevitabile

Illustrazione: Henning Studte/studte-cartoon.de/