Lo troverete spesso in una bottiglia di vetro trasparente, senza etichetta, riposto in un angolo remoto del frigorifero di un vicino di casa; ma il vero Poteen (si pronuncia “pacin”) non è venduto in nessun negozio di Dublino. Si dice che l’abbia distillato San Patrizio stesso, e sono pochi in Irlanda a non averlo mai provato. Ma quest’intruglio letale è illegale dal 1661.
A San Patrizio bevete Poteen, l’alcolico più forte del mondo
(Foto: Kollage Kid/flickr)
FOCUS
Traduzione: Sabrina Massi
17/03/10
Tags : birra, Irlanda, Inghilterra, san patrick's day, alcool, distillato, Dublino, agricoltura, Poteen, bevande.
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Gli irlandesi hanno da sempre distillato uisce beatha (che significa in gaelico “acqua di vita”). Quando la curiosa bevanda arrivò per la prima volta in Inghilterra, la parola “uisce” fu anglicizzata in “whiskey”. Un bando del sedicesimo secolo vietò la produzione privata di alcolici ed i distillatori dell’uisce beatha furono costretti a nascondersi, continuando a produrre la loro miscela in boschi segreti o in paludi sperdute all’interno di una piccola tinozza portatile chiamata poitín (vasetto). Secondo la tradizione, c’erano vari tipi di poitín (Poteen in gaelico), fatti con more, lievito, zucchero od orzo. Nel 1800 i contadini dovevano arrangiarsi con l’unica coltura che non esportavano in Inghilterra per pagare le onerose tasse imposte dal governo coloniale: le patate. Questo nuovo ingrediente trasformò il whiskey distillato in casa in un qualcosa di ancora più forte.
Con un esorbitante grado alcolemico del 95%, non è difficile capire perché il poitín sia illegale. La sua secolare tradizione di segretezza e proibizione è divenuta parte del folklore rurale irlandese. La patria spirituale del poitín, come direbbe qualsiasi irlandese, è il remoto e ventoso territorio di Connemara, sulla costa occidentale dell’Irlanda.
Knockeen Hills è una delle due marche che distillano Poteen | L’altra è la BunrattySe voleste acquistare del poitín oggi (cosa che fanno in tanti), è molto probabile che riusciate a farlo proprio qui. Gli abitanti del luogo preparano ancora la miscela con lo stesso metodo (e la stessa segretezza) del sedicesimo secolo. La produzione è impegnativa e richiede una grande pazienza ed una particolare destrezza, qualità che si tramandano di generazione in generazione. Una volta che il processo è terminato, ogni nuova partita di poitín offre il suo regalo più prezioso: “la goccia pura”, ossia il primo bicchierino di poitín dalla tinozza, famoso per i suoi presunti effetti magicamente curativi. Soltanto pochissimi eletti, o piuttosto solo i più fortunati, avranno l’occasione di provare questo elisir proibito. D’altra parte, il resto della botte è liberamente disponibile sul mercato nero.
Dal 1989 ai negozi di alcolici irlandesi è consentito vendere una versione diluita del poitín, ad un grado alcolemico del 40%, ma anche questa bevanda è perlopiù un prodotto da esportazione. Potete comunque essere sicuri che niente di quello che potreste comprare in un negozio è paragonabile al vero McCoy (un altro modo per definire il Poteen) – e per quello dovrete cercare un aggancio tra le vostre conoscenze locali. Ma non preoccupatevi, il tipo giusto non è mai troppo lontano.
Poitin (1977), il primo film in gaelico | Il traffico di poitin
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