Zaher Rezai aveva solo 13 anni, o forse di più. Il suo viaggio della speranza si è interrotto dopo soli otto kilometri. Gianluca Costantini, disegnatore di fama internazionale, ha voluto raccontare la storia di questo ragazzo afgano con un fumetto a lui dedicato: “8 km”. Appunto.
“8 km”: il breve viaggio di Zaher Rezai
"8 km" di Gianluca Costantini
Foto
26/02/10
Tags : afghanistan, diritti umani, immigrazione, Zaher Rezai, Gianluca Costantini, Europa, viaggi, Venezia, fumetti, poesia.
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Zaher Rezai era un ragazzo afgano fuggito dal suo paese. Partito da Mazar-i Sharif dopo il massacro dei civili hazare del 1998, lavorò come saldatore in Iran per riprendere il viaggio verso l’Italia, passando attraverso la Turchia e attraversando con la nave l’Adriatico, da Patrasso fino a Venezia. Per sfuggire ai controlli in dogana dove spesso si è frettolosamente rispediti indietro, si lega sotto un camion.
“8 km” (Tavola 1) | Gianluca Costantini
In queste condizioni percorre alcuni chilometri. A un semaforo il camion si ferma e quando riparte Zaher rimane schiacciato sotto le ruote. È il 10 dicembre 2008, secondo i documenti Zaher ha 13 anni anche se gli esami medici descrivono un’età vicina ai 18 anni. La storia di Zaher Rezai è rimasta nella memoria grazie ad un taccuino di poesie e disegni che il ragazzo portava con sé, tradotto in italiano da Hamed Mohamad Karim e Francesca Grisot.
“8 km” (tavola 2) | Gianluca Costantini
Gianluca Costantini ha illustrato la vicenda nelle tavole di “8 km“. «Tutti i mezzi di comunicazione, dalla foto alla televisione, riescono sempre a essere un po’ falsi e fasificabili» dice Gianluca, «per questo penso che il fumetto possa essere più efficace nel raccontare la realtà». Costantini è disegnatore di fama internazionale con diversi libri e collaborazioni per giornali e riviste alle spalle. Attento conoscitore delle realtà underground del fumetto in Europa, è ben consapevole di quanto sia difficile raccontarla per un artista: «L’Unione europea è ancora una cosa molto astratta nella vita di tutti quanti, è un essere rarefatto. È facile raccontare la Germania oppure la Francia, ma è più difficile inglobarle in unica storia e dire che si parla di Europa. Ma forse è solo questione di trovare la storia giusta, il pensiero giusto.»
“8 km” (tavola 3) | Gianluca Costantini
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