Florian, l’anno scorso hai detto di voler interpretare più scene a letto e di baci. In Die Fremde c’è una di queste scene con Sibel Kekilli (La sposa turca di Fatih Akin). Ti è piaciuto?

«Davvero mi sono lamentato di non fare abbastanza scene di baci?».

Dicevi di aver già interpretato abbastanza risse, ma nessuna scena d’amore…

«Ma sì, ho interpretato una quantità incredibile di ragazzacci, ma c’erano anche delle storie d’amore. In Die Fremde conosco Umah (Sibel Kekilli) e nasce una storia d’amore delicatissima che fa proprio bene al film, che in parte è molto violento e intenso».

Florian LukasFlorian Lukas | Foto di Katarzyna Swierc

Die Fremde racconta la storia di una ragazza turco-tedesca che scappa dalla propria famiglia violenta e cerca di costruirsi una vita a Berlino. Non può e non vuole, però, dimenticare le proprie radici turche e finisce in una situazione senza via d’uscita. Tu stesso hai vissuto a lungo a Kreuzberg, il quartiere turco di Berlino, come trovi questa convivenza turco-tedesca?

«Kreuzberg è una parte di Berlino che mi piace in modo straordinario perché è estremamente colorata e mescolata. A Kreuzberg non c’è la polizia stilistica che decide chi è cool e chi non lo è. Ma se si guarda più a fondo, si percepiscono i problemi derivanti dal fatto che molti bambini non sanno parlare tedesco. Non voglio assolutamente parlare di ghettizzazione, ma mi ha davvero stupito quanto alcune famiglie turche si emarginino dalla società tedesca. Da ciò derivano molti problemi, che diventano sempre maggiori, e negli ultimi anni non è migliorato nulla».

Feo Aladağ Feo Aladağ | “Die Fremde” è il film d’esordio della regista austriaca Feo AladağDie Fremde è il film d’esordio della trentottenne regista austriaca Feo Aladag, la pellicola festeggia la sua prima mondiale durante la sessantesima Berlinale. Trovi che festival di questo tipo siano coinvolgenti o piuttosto stancanti?

«Tutta questa m… glamour non m’interessa per niente. È un po’ come il carnevale: solo facciata! Ma la Berlinale, per fortuna, non è un evento così frou-frou. Non viene data così tanta importanza all’etichetta ed è tutto relativamente rilassato. Questa scioltezza fa davvero bene all’immagine che si ha all’estero della Germania. Un po’ come nel caso dei Mondiali del 2006, solo con la neve e i film».

Il trailer di “Die Fremde”

Fotos di Katarzyna Swierc; Berlinale.de