Quattro ottobre 2009. Una delle peggiori notti del partito conservatore Neo Demokratia sin dalla sua fondazione nel 1974. Il movimento socialista panellenico Pasok ha battuto i rivali superandoli più del 10% e raccogliendo voti da tutte le parti politiche (43,8% a 34%). Il partito comunista (Kke, 7,5%, 21 seggi) e la coalizione della sinistra radicale (Syriza, 4,6%, 13 seggi) sono riusciti a mantenere le percentuali delle precedenti elezioni. Laos, il partito di estrema destra (5,6%, 15 seggi) ha leggermente migliorato la propria percentuale mentre il Partito dei verdi (2,5%), che non è entrato al parlamento, ha aumentato i suoi consensi. Nello stesso tempo, la Grecia sta affrontando i suoi problemi strutturali: il nuovo governo deve far uscire il paese dalla depressione economica e ricucire i rapporti tra la politica e i cittadini. Il leader d’opposizione, George Papandreou, ha conquistato una vittoria personale, e formerà un governo “personale”. Ora, con le dimissioni del leader conservatore Costas Karamanlis, è tempo per la numero due del partito, Dora Bakoyannis, di prendere il potere?