È impossibile sorseggiare un caffé a New York senza che il vostro sguardo venga catturato dai loro occhiali cerchiati di corno, dalla loro pelle pallida come quella dei vampiri e dai pantaloni firmati American Apparel. Sostengono di essere vegetaliani, ma sfoggiano stivali di pelle in stile vintage. L’hipster , termine coniato negli anni Quaranta per la sua assonanza con “hop sinonimo slang per oppio, possiede una caratteristica fondamentale: la consapevolezza del proprio stile anticonformista. Il loro corrispettivo francese è il bobo, abbreviazione di bourgeois-bohème, individuo appartenente al ceto borghese o alto-borghese della società parigina, che mangia cibo organico e veste esclusivamente capi di fibre naturali, eppure non può fare a meno del suo iPhone, oggetto prodotto in serie e realizzato industrialmente.
L’hipster contemporaneo non rivendica alcuna appartenenza politica, nonostante il bobo sia figlio della generazione del Maggio Francese: studenti in rivolta appartenenti all’estrema sinistra. Al contrario, i bananowe dzieci polacchi si sono guadagnati questo soprannome per la loro opposizione all’estrema sinistra. Figli di membri del partito comunista, si ribellarono contro la vecchia guardia e furono accusati di sputare nel piatto in cui mangiavano. I comunisti li soprannominarono “i figli della banana” per via del frutto che durante gli anni del regime era sfrontatamente costoso, enfatizzando, quindi, la loro provenienza da famiglie facoltose e simpatizzanti comuniste.
Mentre il bobo di oggi vota socialista o verde, le precedenti generazioni di bohémiens francesi si sono trasformate in limousine-liberal yuppies. Alla gauche-caviar, termine utilizzato per definire i francesi sinistroidi amanti del lusso, si rimprovera di essere troppo distaccata dal corpo elettorale che dovrebbe rappresentare. Anche gli italiani hanno un loro termine per definire questo fenomeno: “radical chic”. Allo stesso modo, nel 1989, il popolo britannico ha iniziato a prendersi gioco dei politici laburisti appellandoli champagne socialist. Tuttavia, un crollo del mercato azionario, che colpì proprio la fine degli anni Ottanta, mise fine alle cene a base di caviale e champagne dei ricchi progressisti, trascinando con sé la stessa cultura yuppie dei giovani professionisti rampanti, soprattutto tedeschi e anglofoni.
Chissà allora quale altra nuova specie deriverà dall’attuale crisi economica mondiale? O meglio, cosa indosseranno?