Digitando in google i termini come “nanotecnologia” o “cellule staminali” si trova materiale di carattere accademico, ma senza sufficienti spiegazioni. Tre domande al Professore di Sociologia della Scienza dell’Università di Trento.
Massimiano Bucchi: «Non c’è un’efficace comunicazione scientifica»
Foto dalla rivista Science Illustrated , Inghilterra, 1950 (Foto: ©Smabs Sputzer/ Flickr)
Come si può attirare l’attenzione dei cittadini per la scienza?
«La gente s’interessa di scienza e di tecnologia quando ne sente l’impatto sulla propria vita. A volte ho l’impressione che i politici ne parlino solo quando si tratta di raccogliere voti. In realtà solo una piccola fetta della popolazione è veramente interessata alla scienza. Questo costituisce un paradosso in tante iniziative nella comunicazione scientifica: raggiunge persone che sono già interessate alla tematica. Dati riguardanti i visitatori dei musei della scienza lo dimostrano benissimo: è sempre lo stesso gruppo di persone che li visita».
Perché la maggior parte della popolazione non è interessata alla scienza nonostante questa abbia un impatto sulla loro vita?
(Università di Trento)«Non possiamo essere esperti in tutto! Altrimenti i cittadini dovrebbero essere esperti oggi nella riforma fiscale, il giorno seguente nella crisi finanziaria, il giorno dopo ancora nella biotecnologia e poi anche nelle tecnologie staminali. La sfida non sta nel fatto di voler informare tutti su tutto, ma riguarda il modo in cui i politici se la cavano con le sfide scientifiche e tecnologiche. Non c’è dubbio che il sistema con il quale la nostra società sceglie i suoi rappresentanti politici, che a sua volta prendono decisioni fondamentali per noi riguardanti, ad esempio l’energia nucleare, non è più efficiente. È vero proprio il contrario: il sistema porta ogni giorno ai nuovi conflitti. La maggior sfida per la società europea ai giorni d’oggi è la necessità di trovare una nuova forma di democrazia che riesca ad affrontare nella società contemporanea la ricchezza, la complessità e l’importanza della scienza e della tecnologia».
La divulgazione scientifica attraverso i media potrebba aiutare?
«L’informazione è un diritto, non un obbligo. Deve essere accessibile quando la gente ne sente il bisogno e richiede responsabilità e trasparenza dai laboratori di ricerca. Ma non si può costringere la gente di usufruire di queste informazioni. I grandi mezzi di comunicazione del Ventesimo secolo, la stampa e la televisione, si vedono costantemente diminuire il pubblico interessato nelle tematiche della scienza e delle tecnologia. Tenendo in mente i cambiamenti ai quali è soggetto il mondo politico e le difficoltà dei nostri rappresentanti di trattare con tematiche scientifiche, aggiungendoci poi la complessità della società contemporanea, bisogna riconoscere che i mezzi di comunicazione “tradizionali” non bastano più! Con questo non voglio dire che Internet è “LA” soluzione a questi problemi. Ma la relazione tra scienza e tematiche riguardanti la società deve essere modernizzata attraverso una riforma della rappresentanza politica e dei nuovi metodi di comunicazione. Venticinque anni fa la Royal Society ha pubblicato un’indagine sulla comprensione della scienza dichiarando che “dobbiamo comunicare il nostro sapere alla società”. Adesso è giunta l’ora per un passo ancora più maturo. La mera comunicazione non basta più. Bisogna definirne gli obiettivi, il pubblico, i costi e benefici, impatti a breve e a lungo termine sui diversi fattori come anche i metodi per misurarla. Fin’ora non ci sono indicatori per una comunicazione scientifica efficace in Europa».
Il progetto MY SCIENCE è finanziato dal Settimo Programma quadro della Commissione europea. Offre borse di studio a 90 giovani giornalisti con la quale potranno partecipare ad un workshop della durata di una settimana in un laboratorio scientifico a loro scelta. In questo modo i partecipanti conosceranno da vicino il lavoro di laboratorio, osserveranno il lavoro degli scienziati e apprenderanno le informazioni base in tematiche relative per il giornalismo scientifico.
Sono aperte le iscrizioni fino al 15 luglio 2009.
Per ulteriori informazioni visitate il sito http://www.my-science.eu/
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