Regnano segreti e indiscrezioni sull’elezione del Presidente della Commissione e sulla divisione del potere tra partiti europei. Pöttering, attuale Presidente del Parlamento Europeo, intende accelerare il calendario delle sessioni per forzare la rielezione di Barroso.
Ancora Barroso? Puzza di marcio in Europa
(Foto Cédric Puisney / Flickr)
ANALISI
Traduzione: alessandra corsi
07/04/09
Tags : EUdebate2009, José Manuel Barroso, Daniel Cohn-Bendit, Poul Nyrup Rasmussen, Felipe Gonzalez, il meglio di cafebabel.com, Commissione Europea.
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Il 7 giugno prossimo sapremo chi otterrà la nuova maggioranza al Parlamento europeo. Sarebbe normale confrontare per alcune settimane o addirittura mesi i vari candidati non ufficiali nel presiedere la Commissione europea. In seguito, il Consiglio Europeo dovrebbe proporre ufficialmente uno di essi e l’Europarlamento votarlo o respingerlo, intorno al periodo delle vacanze estive. Invece, quest’anno alcuni vogliono accelerare – evitando il dibattito – la rielezione di Barroso. Nonostante esistano delle campagne contro il conservatore portoghese come lo slogan “Stop Barroso” dei Verdi o “Anyone but Barroso” nato nella blogosfera europea, non c’è modo di instaurare un dibattito pubblico riguardo alla qualità che deve possedere il futuro capo della Commissione. Lo stesso Presidente del Parlamento europeo, il conservatore Jans Gert Pöttering, vuole fissare un calendario di sessioni accelerato per la rielezione di Barroso e propone di presentare un nome, appena una settimana dopo le elezioni del vertice europeo del 18 e 19 giugno. Senza nemmeno dare il tempo ai gruppi politici di costituirsi.
Barroso vuole essere eletto
Dal 2004 alla testa dellUe. | Foto: Commissione EuropeaDurante il recente vertice europeo dei giorni 18 e 19 marzo, l’intero Partito Popolare europeo (Ppe) ha appoggiato pubblicamente la rielezione di Barroso, membro del partito stesso. «È un peccato», si lamentava allo stesso tempo il presidente dei socialisti Rasmussen : «Barroso, invece di occuparsi di cercare lavoro agli europei, sembra preoccupato solo dal suo di impiego». Anche i leader dei Liberali (Eldr) affermano non voler più vedere, nemmeno disegnato, il portoghese a capo della Commissione. Perché allora una tale mancanza d’interesse nel presentare un candidato alternativo? «Perché i capi di Stato e di Governo preferiscono nominare una persona dal basso profilo politico per poter manovrarlo», viene suggerito dalla Sinistra Unitaria europea. Lo stesso Presidente portoghese, Mário Soares, ha definito il suo compatriota come “segretario” dei governanti.
I nemici di Poul Nyrup Rasmussen
Si sono arresi tutti? Non tutti. Alcuni sostengono la possibile candidatura dell’europarlamentare e ex Primo Ministro danese Poul Nyrup Rasmussen, che da quasi due anni sta preparando un programma elettorale con cui trasformare la Ue, sull’impulso di quello che chiama “Nuova Europa sociale”. Per il momento, è l’unico a denunciare instancabilmente la paralisi di Barroso di fronte alla crisi e gli accorgimenti sulle cifre dei piani di recupero, stimati da Barroso al 3% del Pil comunitario e da Rasmussen solo allo 0,9%. La socialista francese Martine Aubry e la gran parte dei leader socialisti lo appoggerebbero. E anche I Verdi, secondo quanto dice il copresidente Daniel Cohn-Bendit. Tuttavia, la cosa cambia per i tre socialisti che governano Stati più grandi: Brown, Zapatero e Socrates. Traditori? Non sono i soli, poiché dalle file socialiste si sa che il loro portavoce parlamentare, il tedesco Martin Schulz, avrebbe negoziato di occupare insieme al conservatore polacco Buzek la presidenza del Parlamento in cambio della non interferenza nella rielezione di Barroso.
Schulz l’incauto
Martin Schulz non aveva contato un imprevisto dell’ultimo momento. Gli
Martin Schulz è il portavoce dei socialisti in Parlamento. | Foto: SPD italiani di Alleanza Nazionale si sono uniti al partito conservatore di Silvio Berlusconi e possono devastare le elezioni europee, diventando il partito conservatore più grande dell’Ue. Secondo fonti confidenziali, sarebbe il berlusconiano Mario Mauro il candidato a presiedere il Parlamento, che, ricordiamo, triplicherebbe le sue competenza con il Trattato di Lisbona. Perciò si unirebbe al capo dei liberali, Graham Watson, che ha lanciato a gennaio una decisa campagna elettorale: i due condividerebbero la presidenza del Parlamento. A meno che il gioco di Mauro non si riveli un bluff il cui obiettivo sarebbe ottenere che il suo gruppo, il Ppe, gli conceda la carica di portavoce dell’Eurocamera (posizione chiave nel Ppe), lo stratagemma consegnerebbe a Schulz la presidenza del Parlamento.
La verità è che con il Trattato di Lisbona, la Commissione è l’istituzione che perde più peso all’interno dell’Unione. Resteranno da scegliere gli incarichi di Ministro europeo degli Esteri e del Presidente dell’Unione, che gestirebbero l’interazione diretta con gli Stati Uniti, priorità storica nella politica britannica. Ecco perché Brown appoggia Barroso in cambio del posto di Alto Rappresentante da parte dei Popolari. E perché Zapatero tace sulla candidatura dell’ex presidente spagnolo Felipe González, coordinatore del gruppo degli intellettuali dell’Ue, alla Presidenza dell’Ue senza proteste da parte dei popolari.
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