Quando venti anni fa i manifestanti a Lipsia ed in altre città dell’ex Repubblica Democratica Tedesca (Rdt), durante le “manifestazioni del lunedì”, urlavano «Il popolo siamo noi» volevano ottenere libertà e partecipazione alle decisioni politiche: si rendevano conto che è proprio questo a garantire pace, sviluppo e benessere. Adesso i cittadini possono viaggiare in tutto il mondo, ma mentre le libertà personali dei cittadini aumentano, la possibilità di partecipare democraticamente in Germania è sempre più ridotta.

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L’84% delle leggi arrivano dall’Europa

«La Commissione è un’istituzione molto influente all’interno dell’Ue, anche se non viene eletta dal popolo»

Secondo l’ultimo rilevamento del Ministero della Giustizia, l’84% delle leggi approvate l’anno scorso deriva da disposizioni della Commissione europea. Due esempi importanti sono la legge contro il fumo e l’ampliamento di quella sul trattamento dei dati personali: entrambe approvate contro la maggioranza dei cittadini tedeschi. È quindi chiaro che la Commissione è un’istituzione molto influente all’interno dell’Ue, anche se non viene eletta dal popolo. Purtroppo è anche la più importante, perché il Parlamento europeo ha una funzione prevalentemente consultiva e, secondo il Trattato di Lisbona, il suo diritto d’iniziativa legislativa è molto limitato. Nella Repubblica Democratica tedesca il Parlamento, declassato a mendicante della leadership, si chiamava Volkskammer (Camera del popolo) e il Governo ,Politburo. Nel 1989 questi organi sono stati smantellati, e a buon diritto. Ma allora ci si chiede perché noi cittadini europei permettiamo che il nostro Parlamento non sia in grado di rappresentare il popolo.

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Se lo stesso Presidente del gruppo parlamentare del Partito Socialista europeo presso il Parlamento, Martin Schulz (Spd), denuncia la mancanza di democrazia all’interno dell’Ue, allora è assolutamente necessario intervenire.

«Perché noi cittadini europei permettiamo che il nostro Parlamento non sia in grado di rappresentare il popolo?»

Con giusta ragione si potrebbe chiedere sia a lui sia agli altri parlamentari dell’Ue come mai facciano così poco per risolvere la situazione. Evidentemente serve un’altra manifestazione a Lipsia, Parigi e Bruxelles in cui la gente gridi «Il popolo siamo noi, anche in Europa!».


L’autore è un membro di Newropeans, il primo partito pan-europeo per una maggiore democrazia in Europa.