Alle prossime elezioni europee di giugno 2009 gli elettori dovranno scegliere fra un’Europa riformista che lavora unita per rinnovare il sistema capitalista e un’Europa reazionaria e conservatrice che vuole proseguire sulla strada dell’economia di mercato. Qui sta la differenza fra costruire il nostro futuro e lasciare il destino dei nostri paesi e dei nostri popoli in balia del mercato.
La crisi economica sta mettendo a dura prova le finanze dei governi, la stabilità sociale e la coesione dell’Unione europea: siamo di fronte a sfide senza precedenti. Questo è il momento di cambiare, ma non in una direzione qualsiasi. Il Partito Socialista europeo (Pse) vuole che siano riaffermati i valori cardine del modello sociale europeo. Valori come la cooperazione, la solidarietà e l’eguaglianza sono venuti meno in questi ultimi anni in cui i partiti conservatori sono stati al potere sia a livello nazionale che europeo. Da qui lo slogan del Pse per le prossime elezioni: «Prima le persone: una nuova direzione per l’Europa».

Il manifesto del Pse: “principi”, non “ideologia”

Nonostante quello che sostiene la destra, il modello sociale europeo ha avuto una storia di successi senza e | (Foto: PES)guali per tutto il Ventesimo secolo. E ne andiamo giustamente fieri. Ora, nel Ventunesimo secolo, sta emergendo una nuova Europa, un’Europa trasformata dalle nuove tecnologie, dall’allargamento, un’Europa dove la gente vive meglio e più a lungo. Ma è anche un’Europa che ha lasciato indietro milioni di disoccupati, di emarginati, di poveri e precari. C’è ancora molto da fare. Anche se noi social-democratici stiamo affrontando delle circostanze sociali ed economiche molto diverse rispetto alle generazioni passate, rimaniamo sempre fedeli ai nostri valori fondativi. A riprova della loro immutata validità, sono orgoglioso di presentare il manifesto del Pse Nel 2008, in collaborazione con i nostri 33 partiti membri (fra socialisti, social-democratici e laburisti), abbiamo costruito un programma di misure concrete da proporre all’elettorato europeo. Abbiamo ascoltato la gente nel corso di una lunga serie di consultazioni pubbliche, coinvolgendo le basi dei partiti, i sindacati, le Ong e le fondazioni di tutta Europa. Il sito su cui è possibile consultare il manifesto ha ricevuto 300mila visite e più di 600 contributi scritti. Il risultato? L’immagine di una politica diversa, più partecipativa rispetto a quella condotta dai nostri avversari conservatori e liberali. L’immagine di un’Europa rinnovata e progressista che applica i nostri ideali fondanti alla realtà in rapida evoluzione del mondo di oggi. Il Partito Popolare europeo, conservatore, sostiene che si tratti di “ideologia” e di un “sogno”. Per noi vuol dire avere dei principi. Per stimolare il dibattito e la discussione fra i popoli di tutta Europa, stiamo diffondendo il nostro manifesto il più possibile. Stiamo programmando una serie di giornate europee durante le quali i nostri partiti membri realizzeranno in contemporanea, in tutta l’Unione, eventi su un tema comune. Il primo, a sostegno delle pari opportunità, si è tenuto il 7 e l’8 marzo. Da Lisbona a Tallinn, da Atene a Dundee, i partiti socialisti organizzeranno incontri, forum e azioni di vario tipo. E inoltre, il nostro nuovo sito sulle elezioni europee ospita un blog pubblico, foto, video, feed di Twitter e stiamo anche per lanciare un canale on-line interattivo con programmi dedicati interamente alla campagna elettorale. Quando diciamo che vogliamo il dialogo, facciamo sul serio.

Poul Nyrup Rasmussen a BruxellesPoul Nyrup Rasmussen a Bruxelles | (Foto: PES)

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Il nostro manifesto è costituito da settantuno proposte concrete per trasformare la cooperazione europea e realizzare un vero cambiamento. Rifiutiamo fermamente la posizione secondo cui, a causa della globalizzazione, il nostro modello sociale non è più sostenibile. Il nostro programma per l’Europa prevede la difesa dei posti di lavoro e del benessere contro la recessione, la lotta al cambiamento climatico, la promozione della giustizia sociale, della sicurezza e dell’equità nel mondo globalizzato. Tali riforme sono essenziali per assicurare il benessere delle future generazioni di cittadini europei e della società nel suo complesso. Sono riforme necessarie per alleviare le difficoltà della gente che, in tutta Europa, lotta ogni giorno per arrivare alla fine del mese a causa della recessione economica; dell’aumento del costo della vita e della crescita della disoccupazione, con quasi 17 milioni di persone in Europa che non hanno più un lavoro e molti altri che ne hanno uno precario e sono i primi ad essere colpiti dal rallentamento dell’economia; del rischio costante di perdere la casa; delle ineguaglianze sociali, con circa 78 milioni di persone – molti bambini – che vivono sotto la soglia di povertà o sono a rischio povertà.

Ora, come sempre, dobbiamo essere aperti alle nuove sfide, alle nuove opportunità e alle nuove realtà sociali. Ma come social-democratici sappiamo che dobbiamo compiere delle scelte importanti per trovare il modo di rispondere a queste nuove esigenze. Dopotutto, è quando le cose cambiano, quando si arriva a un bivio, che c’è bisogno di valori forti. Ecco perché, di fronte alla crisi attuale, la risposta dei conservatori, il sostegno a un mercato senza freni, risulta così poco convincente. La loro ideologia si basa sull’espediente politico, sull’opportunismo e su dottrine superate. I partiti membri del Pse sono riusciti a trasformare il riformismo in realtà in quei governi nazionali o regionali dove sono al potere. E se adesso gli elettori ci chiedono cosa farà la famiglia social-democratica per migliorare le cose, possiamo alzare il nostro manifesto e dimostrare come un forte blocco riformista nel Parlamento europeo possa imprimere all’Europa una nuova direzione. Il nostro manifesto prova che siamo una forza innovatrice; che ci muoviamo in una direzione d’inclusione, intelligenza e rispetto verso i nostri principi.

Prima pubblicazione 16 marzo 2009.