L’11 febbraio il Governo lituano si è reso disponibile ad accogliere fino a dieci prigionieri di Guantanamo. Mentre Obama, annuncia la chiusura della prigione entro un anno, Pechino fa sapere che ci sono anche cittadini cinesi a Cuba.
La Cina contro la chiusura di Guantanamo
Alcuni membri della minoranza Uyghurs protestano per la libertà (Foto shapeshift / Flickr)
ATTUALITA'
Traduzione: Claudia Del Vecchio
16/02/09
Tags : Barack Obama, Elezioni europee 2009, EUdebate2009, Cina, L’Ue nel mondo, EUweek, Sicurezza , terrorismo, Lituania, Politica estera e di sicurezza comune.
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Il Governo della Lituania, che si è affrettato ad esprimere la disponibilità ad accogliere fino a dieci detenuti di Guantanamo come gesto di amicizia nei confronti degli Stati Uniti, ha ricevuto una nota diplomatica dalla Cina. Quest’ultima esprime disapprovazione contro il possibile trasferimento dei propri cittadini in Lituania (17 prigionieri sono musulmani cinesi, appartenenti alla minoranza uiguri).
Separatisti cinesi
La minoranza uiguri ha cercato attivamente di ottenere l’indipendenza dalla Cina e questi attivisti separatisti sono considerati terroristi dalle autorità cinesi. In una risoluzione del 3 febbraio il Parlamento europeo ha invitato i 27 Stati membri a prepararsi ad accogliere nei propri territori i 62 detenuti di Guantanamo. Alcuni dei prigionieri non possono far ritorno nelle loro nazioni, a causa del rischio di tortura e persecuzione. Si tratta di cittadini provenienti da: Afghanistan (1), Algeria (10), Azerbaijan (1), Egitto (1), Etiopia (1), Libia (6), Palestina (3), Russia (1), Siria (9), Tagikistan (1), Tunisia (10) e Uzbekistan (4).
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